Ieri il ministro dei beni, delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini in compagnia del ministro dell’Agricoltura e del Commissario Unico di Governo per Expo 2015 ha presentato alla stampa l’ultimo gioiello della politica digitale italiana applicata al turismo: l’ormai arcinoto verybello.it

Nelle ore immediatamente successive alla presentazione del sito, l’iniziativa, sul web, è stata letteralmente seppellita da critiche e polemiche tanto che l’hashtag #verybello già conta – dopo meno di 24 ore – più di 13 mila tweet, tra i quali è davvero difficile, per non dire impossibile, trovare commenti positivi o plausi che non siano, naturalmente, quelli del ministro Franceschini, del suo staff o di quanti hanno, a vario titolo, preso parte all’operazione.

Il ministro, dal canto suo, nel pieno delle polemiche, non ha trovato niente di meglio da fare che cinguettare così: “In 6 ore 500.000 accessi a verybello.it ! Come speravamo grande pubblicità da ironie, critiche e cattiverie sul web… Verygrazie!”.

Pazienza che i 500 mila accessi – ammesso che siano davvero stati tanti – fossero quelli degli addetti ai lavori e dei curiosi che hanno poi generato i 13 mila tweet di critica di cui si è detto e pazienza anche che 500 mila accessi, da soli, siano stati sufficienti a paralizzare i server che ospitano verybello.it che, pure, nasce con l’ambizione di dare risposte ai milioni di visitatori che potrebbero arrivare in Italia per l’Expo 2015.

E mentre il ministro del turismo cinguettava così, l’account ufficiale @verybello, si è chiuso in un assordante silenzio, tanto che, ad oggi, nonostante la tempesta scoppiata proprio su Twitter, non ha ancora cinguettato neppure una volta: che gli autori di #verybello siano rimasti #senzawords?

Si sono già scritte tante cose sull’iniziativa del Ministero dei beni, delle attività culturali e del turismo, del ministero dell’agricoltura e di Expo 2015 e molte sono largamente condivisibili.

Prima, però, di unirsi al coro delle critiche e delle polemiche, vale, forse, la pena di provare a capire ed a saperne di più, sempre che, naturalmente, i protagonisti della vicenda siano disponibili al dialogo.

Ecco, dunque, qualche domanda per il Mibact, il Ministero dell’agricoltura ed il Commissario unico di Governo per Expo 2015.

1. Perché si è deciso di realizzare un nuovo sito internet del turismo online anziché far convergere l’iniziativa ed i suoi contenuti su Italia.it, il portale italiano del turismo e la vetrina – brutta o bella che sia – del nostro Paese sul web, specie alla luce delle mille difficoltà che, proprio negli mesi si sono incontrate nella gestione di Italia.it?

2. Quanto è costata la ideazione e realizzazione di verybello.it e quanto costerà la sua gestione?

3. Come si è proceduto alla selezione della società che lo ha ideato e realizzato?

4. Perché il nome a dominio – verybello.it – destinato [purtroppo] a diventare un marchio istituzionale è attualmente registrato a nome della società che ha realizzato il sito e, dunque, di un soggetto privato e quali garanzie contrattuali ha assunto il Mibact circa il fatto che tale società le trasferirà il nome a dominio?

5. Perché l’ideazione e la realizzazione di verybello.it non sono state affidate all’Enit – l’ente nazionale per il turismo – già responsabile di Italia.it e perché nell’iniziativa non è stato coinvolto il TDLab, il laboratorio per il turismo digitale del Ministero dei beni e delle attività culturali?

6. Perché si è deciso di lanciare un sito web che ha l’ambizione di raccontare ai visitatori stranieri che arriveranno nel nostro Paese per l’Expo 2015 la nostra straordinaria offerta culturale e turistica, esclusivamente in italiano e senza alcuna versione in lingua straniera?

E’ lecito aspettarsi una risposta a queste domande?

Chissà, magari, leggendo le risposte sarà possibile capire il senso di un’iniziativa che, allo stato, appare incomprensibile, inutile e dispendiosa.

 

Riceviamo e pubblichiamo la seguente risposta del ministro dei Beni e delle Attività culturali Dario Franceschini

Rispondo volentieri alle vostre domande anche perché questo mi consente di chiarire alcuni aspetti su #verybello che non corrispondo al vero, in primo luogo suoi costi di realizzazione.

D.1. Perché si è deciso di realizzare un nuovo sito internet del turismo online anziché far convergere l’iniziativa ed i suoi contenuti su Italia.it, il portale italiano del turismo e la vetrina – brutta o bella che sia – del nostro Paese sul web, specie alla luce delle mille difficoltà che, proprio nei mesi si sono incontrate nella gestione di Italia.it?

R.1. Italia.it è lo strumento dell’Enit per promuovere l’Italia nel mondo. Verybello è già sulla sua home e prevediamo una stretta collaborazione tra i due portali. Abbiamo tuttavia pensato di creare uno spazio dedicato esclusivamente all’offerta culturale italiana nei mesi di Expo. L’obiettivo è quello di realizzare su scala nazionale quello che alcuni siti fanno per promuovere gli eventi delle grandi città e stimolare così i tanti visitatori che si attendono a Milano da maggio ad ottobre a viaggiare su tutto il territorio nazionale.

D.2. Quanto è costata la ideazione e realizzazione di verybello.it e quanto costerà la sua gestione?

R.2. 35mila euro (più Iva) per l’ideazione e la realizzazione. Per la gestione ci affideremo prevalentemente a risorse interne coinvolgendo anche l’Enit. Come dicevo, vi sarà una collaborazione con Italia.it.

D.3. Come si è proceduto alla selezione della società che lo ha ideato e realizzato?

R.3 Sebbene non fosse necessario (il budget di 35 mila euro consentiva un affidamento diretto) abbiamo deciso di fare ugualmente una gara rivolgendoci ai fornitori della pubblica amministrazione presenti sul mercato elettronico (Mepa), nel rispetto dei principio della massima trasparenza.

D.4. Perché il nome a dominio – verybello.it – destinato [purtroppo] a diventare un marchio istituzionale è attualmente registrato a nome della società che ha realizzato il sito e, dunque, di un soggetto privato e quali garanzie contrattuali ha assunto il Mibact circa il fatto che tale società le trasferirà il nome a dominio?

R.4 Il dominio è stato attivato dalla società che ha vinto la gara ma sono già in corso le procedure per trasferirlo al ministero, lo prevede una clausola contrattuale.

D.5 Perché l’ideazione e la realizzazione di verybello.it non sono state affidate all’Enit – l’ente nazionale per il turismo – già responsabile di Italia.it e perché nell’iniziativa è stato coinvolto il TDLab, il laboratorio per il turismo digitale del Ministero dei beni e delle attività culturali?

R.5 Il ministero è impegnato direttamente per Expo e nulla impedisce di intraprendere autonomamente iniziative di questo tipo. Il TdLab non è stato coinvolto anche perché non è più operativo da metà ottobre quando ha esaurito il suo compito consegnando il piano per il turismo digitale.

D.6 Perché si è deciso di lanciare un sito web che ha l’ambizione di raccontare ai visitatori stranieri che arriveranno nel nostro Paese per l’Expo 2015 la nostra straordinaria offerta culturale e turistica, esclusivamente in italiano e senza alcuna versione in lingua straniera?

R.6 Come detto nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi, ieri abbiamo anticipato Verybello nella versione italiana ma il sito sarà multilingue: il 7 febbraio a Milano – nel corso dell’importante manifestazione del Governo su Expo – lo presenteremo nella versione in inglese. Successivamente sarà disponibile in russo, cinese, spagnolo, portoghese, tedesco e francese. #verybello è uno strumento per incentivare il turismo culturale: siamo ben consapevoli che il suo successo dipenderà molto dall’uso che ne faranno i turisti stranieri. Ecco perché avvieremo una campagna di promozione in Italia e all’estero.

Mi permetto infine di aggiungere che tra sabato e domenica la rete si è divisa tra chi ha criticato #verybello a testa bassa e chi invece ha espresso critiche costruttive per migliorarne il funzionamento. Terremo sicuramente conto di queste critiche per perfezionare la funzionalità della piattaforma che è stata rilasciata nella versione Beta e sarà oggetto di significativi miglioramenti già nei prossimi giorni. Anche perché i tanti accessi di sabato e domenica (superiori al milione e mezzo!) hanno già permesso ai tecnici di individuare e superare alcuni problemi di sovraccarico. Nella nottata di sabato il sito ha subito due attacchi hacker.

Dario Franceschini

Risposta di Guido Scorza

Caro Ministro,
La ringrazio della Sua risposta con la quale rivendica, in modo franco e trasparente, la Sua scelta politica e ne spiega termini e ratio.
Ciascuno, a questo punto, potrà farsi la propria opinione e valutare la decisione da Lei assunta in modo consapevole e ponderato.
Personalmente, mi limito a segnalarLe, che navigando sul sito balza agli occhi un’altra, apparente – grave se reale – anomalia: verybello.it è costruito su migliaia di immagini e fotografie ma non c’è traccia, sulla piattaforma, di alcuna indicazione relativa ai fotografi che hanno realizzato tali foto, né alle licenze in forza delle quali il Suo Ministero le utilizza.
Sono certo che esisterà una spiegazione anche per questo e credo che il Suo Ministero – custode ultimo del diritto d’autore nel nostro Paese – debba renderla pubblica, chiarendo perché i nomi degli autori delle foto sono stati omessi e come la licenza alla pubblicazione delle immagini è stata acquisita.
Non c’è – come non c’è stata nel porLe le originarie domande – nessun intento polemico ma solo la ferma volontà di capire, aiutare a capire ed aiutare chi fa il Suo lavoro a farlo sempre meglio e nel rispetto degli interessi di tutti.
Molti cordiali saluti,
Guido Scorza

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