Discusso, messo sul mercato, a volte anche fischiato. Ma decisivo. Mattia Destro torna a giocare titolare e a segnare. Ma alla Roma non basta il suo gol per espugnare Palermo: al Barbera finisce 1-1, i giallorossi tornano dalla trasferta in Sicilia con un solo punto e tanti rimpianti per lo svarione che regala già al 2’ lo svantaggio iniziale, mettendo in salita una gara raddrizzata solo in parte.

L’avvio shock della Roma ha un nome ed un cognome: Paulo Dybala. Ma il decimo gol in campionato dell’argentino, ormai una sentenza sottoporta, nasce dal pressing di squadra dei rosanero, che causa l’errore in disimpegno di Astori. È la velocità il marchio di fabbrica dei rosanero: di gioco in generale, di passaggio di Vazquez, di tutto di Dybala. Lo si vede nella prima azione che indirizza il match, sarà così finché dura la benzina.

La Roma prova a reagire, ma non fa nulla di concreto per raddrizzare il punteggio. Anche le scelte di Garcia non sembrano pagare. Il tecnico rilancia Destro, che nel primo tempo almeno paga tutto il nervosismo di settimane di panchina e voci di mercato: un suo controllo fallito davanti a Sorrentino è la migliore occasione dei giallorossi. Iturbe è un fantasma, non a caso nella ripresa lascerà il campo a Daniele Verde, catapultato a 18 anni dalla Primavera alla Serie A. Non è l’unico ragazzino schierato da Garcia: per la prima volta dall’inizio si vede anche Paredes, ex Boca Juniors classe ’94, al debutto dal primo minuto. La linea giovane è dettata dalle assenze, ma anche dalle scelte del tecnico francese, che pur di non schierare Florenzi da interno (suo ruolo originario) lo dirotta a terzino al posto di Maicon. Scommesse che paiono un azzardo. Il talento argentino non demerita del tutto, ma un po’ di corsa in più in mezzo al campo senza Nainggolan e De Rossi (e con Strootman ancora lontano dai suoi standard) forse non avrebbe guastato. Specie contro il 3-5-2 di Iachini, che costringe i giallorossi in costante inferiorità numerica.

Il vantaggio rosanero perciò rispecchia pienamente l’andamento del primo tempo. Il Palermo ha più intensità, non sembra impeccabile in copertura (ma la Roma non ne approfitta). E quando riparte è sempre pericoloso. L’unica domanda è se i ragazzi di Iachini saranno in grado di tenere questo ritmo indiavolato. La risposta è che non è umanamente possibile. Infatti, come già contro la Lazio, la Roma esce dagli spogliatoi trasformata e pareggia subito con Destro, che colpisce poco e male una sponda di testa di Strootman. Sarà l’unico spunto degno di nota del suo match, ma è quello che appunto fanno i bomber: quanto basta per l’1-1. Il gol, comunque, è il risultato di un cambiamento generale dell’inerzia del match. I giallorossi sono più alti sul campo e tengono in mano il gioco, il Palermo è rintanato indietro. Certo, c’è sempre Dybala, imprendibile per Yanga-Mbiwa e Astori, che potrebbe fare subito 2-1 se non fosse per un grande intervento di De Sanctis.

Ma è un’altra partita. Più equilibrata, combattuta, anche se meno spettacolare. Negli ultimi dieci minuti c’è spazio per Totti, eroe del derby influenzato, ma al di là della pressione la Roma non riesce più a incidere. Il pareggio finale è risultato giusto per una partita dai due volti. Per la seconda volta consecutiva la Roma paga l’aver sbagliato approccio al match e regalato un tempo agli avversari. E adesso comincia a dover guardare i risultati degli altri: se nel posticipo la Juventus batte il Verona i punti di distacco dalla vetta diventano cinque. Sarebbe la prima, vera fuga di questo campionato.

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