In questi giorni qualche giornale italiano (più a destra) ha diffuso un nuovo video del terrore attribuendolo allo Stato Islamico e contribuendo ad alimentare la psicosi collettiva in concomitanza con i fatti di Parigi. Quattro minuti in cui si inneggia alla vendetta per gli insulti ai musulmani e durante i quali vengono ritratti alcuni campi di addestramento in Medio Oriente e i raid americani, intervallati da ricorrenti immagini del Colosseo, Pantheon, piazza Navona, Fontana di Trevi e ovviamente del Vaticano.

Isis-screenshot-blog

Il filmato è quasi hollywoodiano, insomma dai tratti fortemente occidentali: time lapse ovunque da frame pescati sulla rete e plug in che sembrano prodotti con Final Cut, tanto per essere sicuri che anche i terroristi prediligono il marchio Apple. Affaritaliani.it lo ha pubblicato in esclusiva scrivendo di averlo “scovato” in rete (dove?).

Poi, tempo una decina di minuti e il Giornale, Libero e qualche altro sito web lo hanno incorniciato con i soliti titoli del terrore, tipo “Ecco il video-choc dell’Isis: “Conquisteremo Roma”, oppure “L’Isis minaccia Roma: ecco il video choc”. Una bella spennellata d’inchiostro per la propaganda islamofoba, dopo le indiscrezioni giunte fa fonti non certo autorevoli come il Mossad e la Nsa sul rischio di prossimi attacchi contro la Capitale.

E’ vero, in passato l’Is(is) non si era fatto troppi problemi a far girare un fotomontaggio della bandiera dello Stato islamico piantata in piazza San Pietro sul suo magazine ufficiale, ma è evidente che il filmato in questione è stato trattato con troppa sufficienza. Per due motivi. Il primo perché nelle immagini non compare alcuna rivendicazione che certifichi che dietro il video ci sia la mano di Al Baghdadi, al contrario, la firma che lo chiude è di “Isra Media Production”, una sigla nuova anche per gli esperti del settore (oggi i due service più popolari tra i jihadisti che vogliono promuovere il proprio brand sono la “Ghuraba Media Foundation – usata di recente da Boko Haram per la presentazione del suo Califfato – e la “Minbar al-Tawhid wa’l-Jihad”).

Il secondo perché nessun media internazionale ha riportato la notizia. Insomma, un altro video dello Stato Islamico a meno di una settimana dall’attacco al Charlie Hebdo che prende di mira la culla mondiale della cristianità e la Bbc o la Cnn non ci fanno nemmeno una riga? Sembra strano.

Per quanto mi riguarda, il filmato è una fesseria da capogiro. Tra l’altro non vedo il motivo per cui l’allarme terrorismo oggi debba essere superiore a quello diffuso nel 2005 a seguito degli attentati di Londra e Madrid (escludo le stragi di Fiumicino per un fatto puramente temporale), che spinse l’allora ministro Pisanu ad avviare delle inutili simulazioni in molte città d’Italia.

Nel 2009 un cittadino libico si fece esplodere in una caserma militare di Milano, antologia dell’attacco kamikaze, anche se fortunatamente l’esplosione non provocò vittime. Oggi nessuno se lo ricorda. Bene, in un certo senso, perché l’importante è non dimenticare i reali attacchi ad alto potenziale stragista che ha subito il nostro Paese. Erano gli anni di Piombo e dietro c’erano figure criminali, dei servizi e dello Stato.

PS. Sarei grato ad Affaritaliani.it se mi girasse la fonte del filmato, che non sono riuscito a trovare in rete, probabilmente per mia incompetenza. Grazie.

→  Sostieni l’informazione libera: Abbonati rinnova il tuo abbonamento al Fatto Quotidiano