Le stime di altri istituti metereologici sono state confermate dall’Agenzia meteorologica giapponese (Jma): il 2014 è stato l’anno più caldo dal 1891. I dati diffusi dagli esperti nipponici parlano di un costante riscaldamento della Terra. Senza l’effetto “El Niño“, la più nota causa di variabilità periodica delle condizioni meteorologiche e climatiche a scala globale, la temperatura è salita di 0,63 gradi rispetto alla media del XX secolo e, su un periodo più lungo, il balzo è stato quantificato dall’agenzia giapponese di circa 0,70 gradi per secolo. Un aumento drastico che ha fatto sì che il 2014 diventasse l’anno più caldo degli ultimi 123 anni.

Quello che ancora non si è stati capaci di accertare, scrive Andrew Freedman su Mashable, uno dei più importanti blog americani, è quale sia, tornando indietro nel tempo, l’anno in cui si sono registrate temperature tanto alte. Il 1891, infatti, non è altro che l’anno in cui si è iniziato a monitorare le condizioni termiche della Terra. Altri studi che prendono in esame, ad esempio, i cerchi concentrici degli alberi e la struttura dei coralli, riportano che non si registravano temperature così alte da circa 4mila anni. “Altri dati – continua Freedman – dicono che non si sono mai raggiunti tali livelli di calore in tutta la storia dell’umanità”.

La Japan Meteorological Agency è la prima delle quattro principali agenzie del pianeta a rilasciare l’elaborazione dei dati sul riscaldamento globale relativo allo scorso anno. Dagli altri tre enti, le americane Nasa e National Oceanic and Atmospheric Administration e la britannica Hadley Center, ci si aspetta una conferma generale sul preoccupante trend verso l’alto delle temperature nel corso dell’ultimo secolo. Un fenomeno in aumento dal 1891 e il 2014 è solo l’ultima tappa: tutti i 10 anni più caldi sono stati registrati dal 1998. Sempre secondo la Jma, il 2014 è risultato più caldo di 0,27 gradi sui valori medi del periodo 1981-2010.

Già lo scorso mese l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (Omm), agenzia specializzata delle Nazioni Unite, si era espressa negli stessi termini, presentando un report, in occasione della ventesima Conferenza Onu sul clima di Lima. “Il 2014 anno record assoluto di caldo – si poteva leggere nel rapporto – è dovuto fondamentalmente alle alte temperature mondiali, senza precedenti, sulla superficie del mare, che molto probabilmente si manterranno al di sopra della norma fino alla fine dell’anno”. Questi fattori hanno contribuito, insieme ad altri, all’esistenza di “precipitazioni ed inondazioni eccezionalmente intense in alcuni paesi, e siccità estrema”.