Reggio Emilia, Conad querela gli attivisti in presidio per il Bosco Ospizio: protestano per la costruzione del nuovo supermercato
Non si ferma alla mobilitazione di piazza e alla raccolta firme la battaglia per il Bosco Ospizio a Reggio Emilia. Dal 3 agosto, un presidio permanente monitora la recinzione dei circa 45mila metri quadrati dell’area boscata dove Conad, nel febbraio 2026, ha ottenuto i permessi per la costruzione di un nuovo supermercato e di un edificio destinato a servizi pubblici. Dopo undici giorni di resistenza pacifica per impedire l’avvio del cantiere, il 13 agosto i membri dell’Assemblea permanente del Bosco Ospizio sono venuti a conoscenza di una querela contro ignoti presentata a inizio mese da Conad Centro Nord per violenza privata e invasione di area privata.
Oltre alla denuncia, Conad ha depositato un’istanza in Prefettura per chiedere lo scioglimento del presidio (autorizzato fino al 31 agosto) o il suo spostamento altrove. Alessia Busani, portavoce dell’Assemblea, ha definito l’azione legale “un puro esercizio muscolare” volto a spegnere la partecipazione popolare proprio mentre l’azienda cerca di ripartire con i lavori. Nel frattempo la Digos ha imposto una limitazione alla protesta, che ora potrà svolgersi su un solo lato dell’area. “Continueremo anche così” ha dichiarato Cecilia dell’Assemblea a IlFattoQuotidiano.it, confermando l’invio di una richiesta urgente al Prefetto per l’apertura di un tavolo tecnico che coinvolga Comune e Conad. Istanza che finora non ha ricevuto risposta.
Il caso è approdato anche alla Camera dei Deputati tramite un’interrogazione parlamentare di Stefania Ascari (M5s) che ha chiesto ai ministri competenti di verificare la possibilità di preservare integralmente il bosco attraverso soluzioni progettuali alternative che tutelino ambiente e salute. A livello locale, la controversia sta creando profonde divisioni interne alla giunta di centrosinistra guidata dal sindaco Marco Massari. Il vicesindaco Lanfranco De Franco (Pd), pur dichiarandosi d’accordo con la passione dei manifestanti, ha definito la protesta “l’occasione sbagliata per una battaglia di principio” in un post su Facebook e ha sottolineato come il progetto preveda di passare dagli attuali 322 alberi a 1.527 piantumazioni finali.
Una linea diversa da quella dell’assessore alla Tutela ambientale Roberto Neulichedl (M5s) che, a la Gazzetta di reggio, ha detto: “Sarebbe bello un passo indietro” da parte di Conad in nome della “giustizia climatica” che peraltro compare nel titolo del Regolamento sulla democrazia e la giustizia urbana e climatica del Comune. Neulichedl ha frenato però sulla possibilità che la questione possa rappresentare motivo di dimissioni e richiama la possibilità di mostrare il proprio dissenso. Il segretario regionale Claudio Guidetti (Azione) ha ribadito il sostegno alle autorizzazioni concesse, dicendosi sorpreso dalla contrarietà di Europa Verde e Alleanza Verdi e Sinistra verso un progetto che i loro rappresentanti avrebbero condiviso per anni.
Dalle opposizioni, il capogruppo della Lista Civica per Reggio Emilia, Giovanni Tarquini, ha evidenziato come la vicenda sia il risultato di “errori e vincoli” ereditati dalle passate amministrazioni a danno del verde pubblico. La questione del Bosco Ospizio è ormai diventata un caso nazionale, supportato da numerosi accademici. Esperti come Luca Mercalli, Francesco Reyes, Lara Maistrello dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia hanno chiarito che la piantumazione di giovani alberi non può compensare l’abbattimento di vegetazione adulta, mentre dodici ricercatori delle Università di Bologna e Parma hanno chiesto la sospensione immediata di ogni intervento irreversibile, invocando un confronto pubblico basato su evidenze scientifiche. L’evoluzione della vicenda lascia spazio a soluzioni contrapposte ma conferma come la mobilitazione popolare conservi ancora una forte capacità di incidere sul dibattito pubblico.