La conclusione del mandato di Giorgio Napolitano è “imminente”. Il Capo dello Stato nel discorso di auguri al corpo diplomatico del Quirinale conferma l’addio già anticipato nelle scorse settimane. Lo dà per scontato, inserendolo come un inciso poco dopo l’attacco del suo messaggio. Il suo passo indietro non avrebbe dovuto essere prima della fine del semestre europeo e ora, nonostante le pressioni del presidente del Consiglio che lo vorrebbe ancora al Colle mentre in Parlamento si discute delle riforme, è sempre più vicino. “La prossima fine di questo anno 2014”, ha detto Napolitano introducendo il suo discorso, “e l’imminente conclusione del mio mandato presidenziale, inevitabilmente ci portano a svolgere alcune considerazioni sul periodo complesso e travagliato che stanno attraversando l’Italia, l’Europa ed il mondo”. Su Twitter gli ha risposto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia: “Imminente quanto? Gradita definizione”.

Il presidente della Repubblica lascerà presto. E questo potrebbe rendere ancora più complicato il percorso delle riforme “in fretta e ad ogni costo” del governo Renzi. In compenso però il Colle si schiera in difesa dell’esecutivo. Se il messaggio non fosse stato abbastanza chiaro nel discorso di auguri alle alte cariche istituzionali del 16 dicembre, il Capo dello Stato torna ad appoggiare le scelte del presidente del Consiglio. “Quella portata avanti dal premier”, ha detto, “è un’opera difficile e non priva di incognite. Ma soprattutto non c’erano alternative per chi, come noi, crede nelle potenzialità di questo Paese. Sono certo che avrete anche apprezzato l’ampio e coraggioso sforzo che il governo italiano sta compiendo per eliminare alcuni nodi e correggere taluni mali antichi che hanno, negli ultimi decenni, frenato lo sviluppo del Paese e sbilanciato la struttura stessa della società italiana e del suo sistema politico e rappresentativo”. Alla cerimonia, nel Salone dei Corazzieri, hanno partecipato il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni, il sottosegretario di Stato agli Affari esteri e alla Cooperazione internazionale, Mario Giro, il presidente della commissione Affari esteri, Emigrazione del Senato della Repubblica, Pier Ferdinando Casini e il presidente della commissione Affari esteri e Comunitari della Camera dei deputati, Fabrizio Cicchitto.

A riprendere il discorso di Napolitano anche la presidente della Camera Laura Boldrini: “Sulle riforme si può andare solo avanti. La esortazione in questo senso del presidente Napolitano è giusta e la condivido. Tutti i partiti sui sono impegnati per le riforme in campagna elettorale, specie per quella elettorale. Si deve andare avanti”. Per il Quirinale la terza carica dello Stato non esclude una donna, anche se ribadisce che la sua non è “un’autocandidatura”: “Penso”, ha detto, “che continuità nel cambiamento significa che dobbiamo pensare a qualcuno di autorevole perché l’autorevolezza è stata l’elemento più significativo della presidenza di Napolitano”.