Chi avesse ancora dubbi sul fatto che la rottura fra Renzi e Berlusconi sulla scelta di Sergio Mattarella come Presidente della Repubblica sia stata una finta, una banale messinscena (vedi il mio post di lunedì), un gioco da ragazzi, per due che di questi giochi vivono da quando erano giovanissimi, una fiction televisiva mirata a rilanciare l’immagine di Renzi come uomo forte, a ripulirla dalle accuse di connivenza con il “nemico” e a ricompattargli intorno il Pd, in modo che possa lavorare tranquillo (ragazzini, lasciatemi lavorare) e concedere a Berlusconi tutto ciò che stava, sta e starà nei loro accordi (il cosiddetto patto del Nazareno), può riguardarsi in moviola i loro comportamenti pubblici di ieri: entrambi di ottimo umore, no, ma che dico, galvanizzati, addirittura euforici, in tutte le esternazioni con la stampa e la televisione.

Il culmine l’hanno raggiunto nel cosiddetto “siparietto”, raccontato dallo stesso Renzi e documentato da Radio Capital/Repubblica. Dice Renzi: «Berlusconi è stato straordinario [non è la prima volta che gli fa un complimento del genere], Berlusconi è arrivato e mi ha detto: “È meno birichino di te” [riferendosi a Padoan], e io gli ho detto “Io sono meno birichino di te, quindi in classifica: Berlusconi primo, secondo Renzi, terzo Padoan. Questa è la classifica”». Altro che dietrologia: è intesa esplicita e pubblica, davanti agli occhi di tutti. Un regalo che Berlusconi – in piena consapevolezza strategica e in accordo con Renzi – ha fatto a Renzi (non a caso i sondaggi sul gradimento del Presidente del consiglio sono tornati a salire) per continuare (no anzi, rilanciare) le larghe intese con meno intoppi. Bravissimi entrambi, non c’è che dire. È la politica, bellezza. E i due la sanno fare.

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