In un martedì che profuma di SABATO esce il nuovo singolo di Lorenzo Jovanotti Cherubini che anticipa l’album “Lorenzo 2015 cc”, in uscita per Universal Music il prossimo 24 febbraio. “Non aspettatevi nulla di quello che vi stavate aspettando, SABATO è un pezzo nuovo!”, così il cantante annunciava l’uscita del brano sulla pagina ufficiale di Facebook, accompagnando giorno per giorno i suoi fan con post che raccontavano i suoi stati d’animo, il suo entusiasmo, l’adrenalina e l’emozione che “uno pensa che andando avanti calino e invece aumentano, ogni volta di più”, scrive ancora Lorenzo. Dopo “Ora” del 2011, il “Backup tour” del 2013 e la piattaforma JovaTv, SABATO è il ritorno di Jovanotti con un singolo che, come nella tradizione dei suoi “primi singoli”, è inaspettato, sorprendente, avventuroso dove convivono le due anime più amate della sua musica: il trionfo del pop e la forza delle parole.
Canzone dall’atmosfera indefinibile e sospesa, in bilico tra dance anni ’90 ed elettronica, SABATO è un brano sociale che fotografa l’Italia di oggi, contraddistinta da un senso di attesa, che si muove tra realismo e fantasia, disincanto e speranza.

In un martedì che profuma di SABATO esce il nuovo singolo di Lorenzo Jovanotti Cherubini che anticipa l’album “Lorenzo 2015 cc”. “Non aspettatevi nulla di quello che vi stavate aspettando, SABATO è un pezzo nuovo!”

In questo pezzo che suona già di tormentone da cantare e da ballare ci sono la famiglia, l’amicizia, King Kong e Michael Jackson, i motorini truccati e le astronavi, il lavoro e il tempo perso, Heroes e i videogames e c’è l’amore, pietra miliare su cui costruire il futuro e soprattutto il presente, quell’“Ora” che è il nostro tempo caro a Lorenzo. SABATO, come ha raccontato l’artista sui social, è nato a metà settembre in una notte di un sabato qualunque: “Ho scritto le parole senza avere una musica sotto, come mi è successo a volte, poi il giorno dopo è arrivata anche l’idea musicale e ho capito che avevo tra le mani una cosa che mi intrigava parecchio, ma non sapevo che l’avrei scelta come primo singolo, poi evidentemente è successo”. È così che SABATO, in maniera molto naturale, è stata eletta canzone regina, quella che avrebbe lanciato e rappresentato un intero progetto.

Registrata tra Cortona e l’Electric Lady Studios di New York, Jova ci ha “messo l’energia di un lancio su Marte” per creare una melodia complessa e allo stesso tempo magnetica e divertente e un riff orecchiabile fin dal primo ascolto che ha dentro la malinconica allegria di ogni provincia, da cui anche il giro armonico sembra trarre le proprie radici, evidenziando un testo di grande impatto poetico. “Come nei sabati sera in provincia che sembra tutto finito poi ricomincia… Sabato, sabato, è sempre sabato, anche di lunedì sera è sempre sabato sera” ripete il ritornello quasi ipnotico in quei quattro minuti e sei secondi che raccontano un SABATO che porta con sé la fiduciosa attesa di un momento, un momento a cui tendere e puntare con tutte le forze.

“Come nei sabati sera in provincia che sembra tutto finito poi ricomincia… Sabato, sabato, è sempre sabato, anche di lunedì sera è sempre sabato sera” ripete il ritornello

La copertina del singolo è una moto, non più quella di 25 anni fa, ma un Fifty rosso luccicante recuperato in un mercatino di moto usate che dà l’idea del tipico motorino “truccato” che è poi “la voglia dei ragazzini di prendere la realtà fatta in serie e modificarla a propria immagine”, dice il cantautore 48enne. Il motorino è stato portato nel cortile di casa sua per essere allestito con adesivi con il suo nome e titolo del singolo, pronto per diventare protagonista di un vero e proprio set fotografico per la copertina. Per la regia del video, ambientato in un Luna Park di provincia, a Novegro, e realizzato con la partecipazione di oltre 60 attori e comparse, Jovanotti ha voluto al suo fianco un giovane gruppo di lavoro e tra i director compare uno tra i più interessanti rapper del panorama musicale italiano, Salmo. Nel Luna Park la vita scorre e, sulle note di SABATO, si intrecciano storie del nostro tempo in “una sorta di gita metaforica e surreale attraverso i vizi e i costumi di un ‘sabato italiano.’”“SABATO fino a oggi lo abbiamo sentito in studio, in macchina, in cuffia, negli uffici dei discografici e di fronte a qualche addetto ai lavori. Adesso dopo tutti questi mesi di lavoro inizia il suo viaggio più importante. Buon ascolto allora.”, l’augurio di Lorenzo.