Ci sono curve nelle quali si entra veloce, si sbanda pericolosamente rischiando di perdere il controllo e dalle quali si esce comunque in testa grazie alla sterzata sul filo del cappottamento. Sono snodi di questo tipo che cambiano direzione al destino. Minuto 93 del derby della Mole, Torino più bello della Juventus e in vantaggio numerico. Ultimo, disperato assalto bianconero. Arriva lui, Andrea Pirlo: tiro secco e gol. Per la Vecchia Signora è una botta di vita e le permette di finire la curva sapendo che sarà ancora prima da sola, nonostante l’irruzione del miglior Toro della stagione sulla sua carreggiata. Rischio di fuoristrada alto ma ricacciato al mittente.

Bisognerà inserire il 30 novembre nel lotto delle giornate in cui la stagione della Juventus è cambiata, se finirà con un trionfo. Perché mai aveva offerto così il fianco all’avversario e men che meno s’era vista trafiggere come fa Bruno Peres dopo venti minuti. Il terzino granata trova il pareggio dopo il rigore segnato (due volte, l’arbitro fa ripetere) da Arturo Vidal e concesso per un fallo di mano di El Kaddouri al 15esimo. Ed è un gol storico, sia per il modo che per il record negativo che abbatte. Il brasiliano recupera palla nella propria area, si beve Pogba e Evra, spettina Vidal passandogli accanto a velocità doppia e termina il suo coast to coast scaricando un tiro preciso alle spalle di Storari, che sostituisce Buffon fermato da un problema alla spalla destra. Libera così l’urlo dei tifosi del Toro, amplificato da dodici anni di derby senza mai segnare e da sei stracittadine consecutive perse.

E potrebbe finire in trionfo, perché la partita diventa bella, avvincente. Toro e Juventus si prendono a cazzotti. I 19 punti che le dividono in classifica sono azzerati dalle motivazioni che un derby ficca nella pancia e nei polmoni. Ci prova Amauri dopo l’ennesima azione nata nella zona sinistra della difesa bianconera, dove Evra è l’anello debole del 4-3-1-2 di Allegri anche perché Pogba non copre a dovere. Poi a cavallo tra i due tempi sale il ritmo della Juventus. Il Toro è bravo a resistere respingendo gli assalti di Tevez e Vidal prima di andare vicino al raddoppio con una splendida combinazione tutta ‘made in ex’ tra Quagliarella e Amauri che l’attaccante napoletano conclude sul palo esterno. La squadra di Allegri soffre, spesso è assente sulle fasce in fase difensiva. Macina anche meno gioco del previsto in mezzo al campo, dove il Toro non lascia spazi scoperti nei quali Pogba potrebbe accendersi ed è attento dietro con Glik e Moretti a murare ogni squillo di Tevez.

Quando a un quarto d’ora dalla fine Lichtsteiner becca il secondo giallo, Allegri toglie l’argentino per Ogbonna e si schiera a tre in difesa, mossa che ridà equilibro alla squadra. È un segnale di quanto il finale rischi d’essere scivoloso ma la Juventus voglia giocarsela. Questione di dna. ll Torino ci prova con Gazzi di testa: la palla sfila sopra la traversa. Poi il colpo di coda di Pirlo che vale 3 punti e lascia aperte tre strisce di vittorie: sei consecutive in campionato, quelle del derby durano dal 2008, quelle allo Stadium salgono a quota 25. Beffa atroce per i granata, goduria pura per i bianconeri.

Twitter: @AndreaTundo1