Scomparso per poche ore e ritrovato cadavere in un canneto. E’ stata questa la fine di Andrea Loris Stival, otto anni, sparito sabato mattina nei pressi della scuola elementare di Santa Croce di Camerina, in provincia di Ragusa. I carabinieri non escludono “la pista dell’omicidio”. Le condizioni della scomparsa e della morte “lasciano presagire qualcosa di violento“, dichiara a ilfattoquotidiano.it il comandante provinciale, tenente colonnello Sigismondo Fragassi. Anche se bisognerà aspettare gli esami dell’autopsia per stabilire le esatte cause.

Inizia tutto nella mattina di sabato 29 novembre, intorno alle 8, quando la mamma Veronica, 25 anni, lascia Andrea a pochi metri dall’ingresso dell’istituto Psaumide in via Fratelli Cervi. Torna alle 12 e 45 per riprenderlo. Ma non lo vede uscire. Chiede allora alle maestre. Le rispondono che oggi il piccolo non ha messo piede in classe. Non lo hanno visto le insegnanti, né i bidelli né i compagni. Tutti sono convinti che il ragazzino sia rimasto a casa. Inghiottito dal vuoto. Scatta l’allarme. L’unità cinofila dell’Arma fa annusare ai segugi il pigiama indossato dal bambino la notte scorsa. Viene battuta palmo a palmo la zona. Fino a quando, alle 16 e 55, arriva una segnalazione da un cacciatore, uscito di casa come tanti altri abitanti di Santa Croce di Camerina, per cercare il piccolo. E’ lui, Orazio Fidone, a trovare il cadavere di Andrea steso su un dislivello in cemento, in un appezzamento di terreno poco frequentato, che si trova a 200 metri da un mulino abbandonato a Scoglitti, in contrada Vecchio Mulino. Addosso i vestiti, asciutti. “Ero a casa seduto sul divano davanti la televisione – racconta l’uomo – e mia moglie mi ha chiesto di organizzarmi con altri cacciatori, come me, per cercare il bambino. E cosi ho fatto. Mi sono diretto da solo, in attesa di coinvolgere altre persone, d’istinto, verso la zona del Vecchio Mulino. Mi sono affacciato su un canalone tra le canne – ricostruisce ancora emozionato Orazio Fidone – e ho visto il corpo del bimbo esanime. Ho gridato prima a squarciagola e poi ho telefonato ai carabinieri: erano le 16:55. Nel frattempo è arrivata un’auto della polizia”. “Se avessi potuto dargli la mia vita – conclude – lo avrei fatto”. Il rudere è a quattro chilometri dalla scuola. E qui, in questa boscaglia non lontana dal mare, paradiso per gli appassionati della caccia, qualcuno potrebbe aver trascinato il bambino.

I primi ad arrivare sul posto sono i carabinieri del Comando provinciale di Ragusa che avvertono subito la madre, in stato di choc, e il padre, 30 anni, originario di Milano, autotrasportatore nel nord Italia, dove si trova al momento. Sul posto anche gli esperti della Scientifica della Questura e il medico legale che stanno effettuando i primi esami sul corpo, sul quale, al momento, non ci sarebbero segni evidenti di traumi esterni. I detective dell’Arma intanto stanno setacciando i filmati catturati dalle telecamere della zona che potrebbero ricostruire le ultime quattro ore di vita di Andrea: da quando la madre lo ha lasciato a quando è andata a riprenderlo e ha scoperto che il bambino era sparito. In passato il piccolo si era già allontanato dall’istituto per marinare le lezioni. Come conferma una zia paterna: “Era un ragazzo vivace e non amava andare a scuola, qualche volte si è assentato, ma lo abbiamo trovato alcune ore dopo sempre nella stessa zona, nessuno di noi avrebbe potuto immaginare una simile tragedia”. Il luogo dove è stato ritrovato, inoltre, è facilmente raggiungibile a piedi anche per un bambino di 8 anni. Ma gli investigatori non escludono che sia stato portato nel mulino da qualcuno e sia poi stato ucciso. Le indagini sono coordinate dal procuratore Carmelo Petralia e dal sostituto Marco Rota che resta cauto: “Non ci sono elementi a sufficienza per poter dire come e perché il bambino si sia allontanato e spinto fin qui, qualsiasi ipotesi al momento risulterebbe azzardata, ma stiamo lavorando per capire cosa sia davvero successo in queste ore”. “Non è impossibile, ma sembra difficile pensare che abbia percorso quattro chilometri a piedi e sia andato lì, in quel posto, da solo” aggiunge Petralia. “Al momento – prosegue il procuratore capo – non ci sbilanciamo però, perché qualunque ipotesi è prematura. Certo stiamo valutando tutte le tesi possibili, come è giusto e doveroso che sia davanti alla morte di un bambino di otto anni”.

“La morte di un bambino sconvolge sempre una città”. Ha dichiarato il sindaco di Santa Croce Camerina, Franca Iurato. “L’intero paese si è mobilitato per trovarlo – ha aggiunto – la gente è scesa in strada e ha dato una mano ai carabinieri nelle ricerche. E la notizia del ritrovamento del suo cadavere ci sconvolge e ci rende tristi. Sono vicina al dolore della famiglia”.