Potrebbe essere presentato al ddl Stabilità un emendamento a firma del governo sulle pensioni d’oro e già autorizzato dal ministro Boschi. La proposta – che potrebbe essere presentata in commissione Bilancio alla Camera – chiede la modifica di una norma contenuta nella riforma Fornero, in merito ai benefici pensionistici soprattutto dei funzionari di Stato. E prevede un tetto massimo per le pensioni più ricche: quindi, per quei lavoratori che decidano di rimanere in servizio fino ai 75 anni nonostante abbiano raggiunto i 40 anni di anzianità contributiva, il limite all’assegno pensionistico non sarà superiore all’80% del valore dell’ultimo stipendio e, quindi, senza un incremento progressivo della pensione. L’emendamento, secondo l’agenzia Public Policy è al vaglio della Ragioneria dello Stato che però ha espresso forti dubbi.

Dallo staff di Matteo Renzi, riferisce l’Ansa, si sono accorti di una “falla” della legge Fornero che consente un cumulo a chi è passato dal sistema contributivo a quello retributivo: una falla da cui trarrebbero beneficio soprattutto gran commis come i consiglieri di Stato e della Corte dei Conti che nel cumulo finirebbero per ricevere una pensione più alta di quella che avrebbero percepito col vecchio sistema. Un evidente paradosso in una riforma che ha comportato sacrifici per tutti, specie per i più giovani.

Secondo i calcoli del Codacons la “falla” nella legge 241/2011 riguarda 160.000 persone e costa allo Stato 2,6 miliardi in 10 anni: si parte dai 2 milioni nell’anno corrente che salirebbero progressivamente fino ai 493 del 2024. “La clausola di salvaguardia voluta dall’allora ministro del lavoro Elsa Fornero – spiega l’associazione in una nota – fissava un tetto alle pensioni più ricche stabilendo che, a partire dal primo gennaio 2012, i lavoratori che pur avendo raggiunto i 40 anni di anzianità decidevano di rimanere in servizio fino ai 70 o ai 75 anni, avrebbero percepito una pensione non superiore all’80% del valore dell’ultimo stipendio. Tale clausola, che di fatto poneva un limite all’importo delle pensioni erogate dall’Inps, è però misteriosamente sparita – denuncia il Codacons – con la conseguenza che circa 160.000 lavoratori che hanno già raggiunto i 40 anni di anzianità, grazie a tale “falla” potranno contare su un incremento progressivo della pensione, il cui importo sarà addirittura superiore a quello dell’ultimo stipendio percepito”. L’associazione ha in proposito presentato una denuncia alla Procura di Roma, alla Corte dei Conti e al Tribunale dei Ministri.