Ha seguito con trepidazione dalla sua quarantena, e si è entusiasmata come tanti non addetti ai lavori, lo storico e rocambolesco sbarco della missione Rosetta su una cometa. Tra poche ore saranno gli altri a trattenere il fiato per lei, ed emozionarsi mentre si stacca dal suolo e lascia la Terra. Tutto è pronto al cosmodromo russo di Bajkonur, nelle steppe del Kazakistan – lo stesso dal quale partì Yuri Gagarin – per la missione “Futura”, che porterà nello spazio la prima donna italiana, Samantha Cristoforetti. Il lancio – che sarà possibile seguire in streaming – è in programma domenica sera, quando in Italia saranno le 22.01. Destinazione la Stazione spaziale internazionale (Iss), a bordo della quale l’astronauta italiana trascorrerà i prossimi sei mesi.

Sarà bellissimo vedere la Iss prendere forma a partire da un iniziale puntino nello spazio nero – ha affermato Cristoforetti presentando la missione nella sede dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), prima d’iniziare il periodo di quarantena, obbligatorio nelle settimane che precedono il lancio -. Dopo il decollo ci vorranno 6 ore per raggiungere la Iss, durante le quali andremo a cercarla nello spazio. La nostra orbita iniziale, infatti – spiega l’astronauta italiana, capitano dell’Aeronautica militare -, è più bassa di quella della Iss”. A chi le domanda cosa si prova ad essere la prima italiana ad andare nello spazio, lei risponde con naturale fermezza: “Noi donne non abbiamo più assolutamente nulla da dimostrare. Anche nello spazio”.

Il lancio è in programma domenica sera, quando in Italia saranno le 22.01 e sarà possibile seguirlo in streaming

A conferma delle sue parole, la recente nomina di Fabiola Gianotti alla guida del laboratorio di fisica delle particelle del Cern di Ginevra. La navicella spaziale Soyuz è quasi pronta sulla rampa di lancio numero 31. Ospiterà, oltre all’astronauta italiana che avrà il ruolo di ingegnere di bordo, anche il comandante russo Anton Shkaplerov e l’ingegnere americano Terry Virts. “Sono giornate molto intense perché ci sono parecchie verifiche da fare – spiega all’Agi Cristoforetti -. Stiamo preparando nei minimi dettagli l’interno della Soyuz, il cui spazio è piuttosto ridotto. Si va dalla distribuzione del carico fino a come dobbiamo entrare nella navicella. In questo periodo – sottolinea l’astronauta – siamo in quarantena e abbiamo contatti solo con medici, management ed altre persone che osservano questo regime. Gli esperimenti che faremo sono davvero tanti, circa 200, e dieci sono esclusivamente dell’Asi”.

L’astronauta italiana avrà il ruolo di ingegnere di bordo. Nella Soyuz anche un russo e un ingegnere americano

Due di loro – l’esperimento sullo studio dell’attività cardiaca degli astronauti durante il sonno, e il monitoraggio del flusso venoso in condizioni di microgravità – sono andati perduti alcune settimane fa con l’esplosione del razzo Antares e la loro spedizione verrà pianificata una seconda volta tra qualche mese. Nel corso della missione non sono previste per l’astronauta italiana attività extraveicolari, le cosiddette passeggiate spaziali. L’unico italiano finora ad aver fluttuato nello spazio profondo – con qualche attimo di tensione, a causa di un problema al casco della tuta che ha iniziato a riempirsi d’acqua, rischiando di soffocarlo – è stato Luca Parmitano nel luglio del 2013. Nel corso della missione Futura particolare attenzione verrà, inoltre, dedicata all’aspetto alimentare, negli stessi mesi in cui l’Italia ospiterà l’Expo 2015, il cui tema è “Nutrire il Pianeta”. Per l’occasione, Samantha Cristoforetti ha fatto preparare da un’azienda italiana molti prodotti che condividerà con i suoi compagni di viaggio, come ad esempio la zuppa di legumi dei Presìdi Slow Food, con piattella canavesana di Cortereggio, lenticchia di Ustica, fava di Carpino e cece nero della Murgia.

“Se ho paura di andare lassù? Penso sia difficile volere una cosa talmente tanto e averne allo stesso tempo paura”

Nei prossimi sei mesi sarà possibile seguire passo dopo passo le tappe della missione Futura e comunicare con l’astronauta italiana attraverso un sito, chiamato Avamposto 42. “La Stazione spaziale è un avamposto dell’umanità nello spazio. Abbiamo costruito una destinazione per gli esseri umani nel posto più ostile che esiste – conclude Cristoforetti -. Se ho paura di andare lassù? Penso sia difficile volere una cosa talmente tanto e averne allo stesso tempo paura”.

La brochure della missione Futura di Samantha Cristoforetti