“Passerò i prossimi mesi a imparare il lavoro e a prepararmi nel miglior modo possibile”. Ha risposto così, quasi schermendosi, la neodirettrice del Cern di Ginevra, Fabiola Gianotti, ai giornalisti che in conferenza stampa le chiedevano come avrebbe impegnato i 14 mesi che la separano dalla data in cui assumerà ufficialmente l’incarico, l’1 gennaio 2016. “Parlerò con tutti e avrò bisogno dell’aiuto di tutti, perché quello per cui sono stata appena scelta è un lavoro molto difficile”.

La scienziata italiana, tra i principali artefici della scoperta del bosone di Higgs – l’elusiva particella teorizzata dal fisico scozzese Peter Higgs, vincitore del premio Nobel nel 2013 insieme a François Englert – guiderà gli oltre 12mila ricercatori, provenienti da più di 100 Nazioni, di quella che è considerata una sorta di Nazioni Unite della scienza. “Il Cern è sempre stato una fonte d’ispirazione, un esempio di pace e collaborazione internazionale – ha commentato a caldo Gianotti -. Non è solo un luogo di scienza, ma anche d’innovazione tecnologica e, soprattutto, di educazione per le giovani generazioni di scienziati. Un aspetto, quest’ultimo, che mi sta particolarmente a cuore”.La nomina sarà formalizzata a dicembre. Al Cern dal 1987, Fabiola Gianotti ha avuto la meglio sul britannico Terry Wyatt, dell’Università di Manchester, e l’olandese Frank Linde, direttore dell’Istituto nazionale di fisica subatomica (Nikhef) di Amsterdam. Il più grande laboratorio di fisica delle particelle del mondo si regala, così, per il suo 60esimo compleanno la prima direttrice donna della sua storia.

Fabiola Gianotti ha avuto la meglio sul Terry Wyatt, dell’Università di Manchester, e Frank Linde, direttore dell’Istituto nazionale di fisica subatomica di Amsterdam

E proprio sul maggiore coinvolgimento delle donne nella scienza, la neodirettrice del Cern ha voluto soffermarsi nel corso della sua conferenza stampa, sottolineando che “il Cern ha sempre celebrato la diversità, di età, sesso, tradizioni culturali. È una delle sue caratteristiche. Per questo – aggiunge – continueremo a incoraggiare le giovani scienziate a impegnarsi nella ricerca fondamentale, e vigileremo perché abbiano sempre le stesse opportunità dei loro colleghi maschi. È stata proprio una scienziata, Marie Curie – ha tenuto a precisare Gianotti – a ispirarmi e influenzarmi nella scelta di studiare fisica”.

È stata una scienziata, Marie Curie a ispirarmi e influenzarmi nella scelta di studiare fisica

La nomina di oggi è un grande riconoscimento per la scuola di fisica italiana, a testimonianza del prestigio internazionale di cui gode. Non è la prima volta, infatti, che un italiano viene designato alla guida del Cern. Tra i 15 predecessori della Gianotti, ci sono già stati il premio Nobel Carlo Rubbia e Luciano Maiani. È italiano anche uno dei fondatori del Cern, Edoardo Amaldi, allievo di Enrico Fermi tra i cosiddetti ragazzi di via Panisperna. Fabiola Gianotti subentrerà a Rolf-Dieter Heuer che, affiancato dall’italiano Sergio Bertolucci come direttore della Ricerca e del Computing, ricopre la carica di direttore generale del Cern dal 2009. “Quella del director general search Committee è una scelta eccellente. Sono certo che il Cern sarà in ottime mani – commenta Rolf-Dieter Heuer -. È stato un piacere lavorare insieme a Fabiola in questi anni e non vedo l’ora di continuare a lavorare con lei durante l’anno di transizione”.

Il 2015 sarà un anno importante per il laboratorio ginevrino. In primavera, infatti, dopo alcuni anni di manutenzione, sarà riacceso l’acceleratore di particelle Lhc, che opererà alla sua massima energia. La speranza della comunità dei fisici è che, dopo aver centrato l’obiettivo della scoperta della cosiddetta particella di Dio, l’acceleratore possa aprire una finestra sulla cosiddetta nuova fisica. “Esplorare tutte le potenzialità di Lhc sarà una delle principali priorità – spiega Gianotti -. Dovremo approfondire la conoscenza del bosone di Higgs. Ma non solo – conclude la studiosa -. Sono ancora tante le sorprese che la Natura ci riserverà”.