“In Loving Memory of Philip Seymour Hoffman”. La scritta sui titoli di coda di Hunger Games: Il Canto della Rivolta – Parte I è forse il momento di maggior emozione dell’intera proiezione per la stampa del terzo episodio della saga Hunger Games, in uscita giovedì 20 novembre per Universal Pictures. Ma per il pubblico adolescente a cui il blockbuster si rivolge, la dedica all’immenso attore scomparso lo scorso febbraio, e qui alla sua ultima apparizione, passerà inosservata: molti dei teenager che stanno contando giorni, ore e minuti dall’uscita dell’agognato film non sanno neppure chi sia. A loro interessa tornare ad empatizzare con l’eroina Jennifer “Katniss” Lawrence ed il suo adorato Josh “Peeta” Hutcherson alla guida della rivoluzione del popolo di Panem contro la spietata Capitol City. E non c’è dubbio che i suddetti adolescenti sappiano già tutto dei contenuti della pellicola, avendo da tempo divorato il terzo volume di Suzanne Collins, adattato per il cinema in questo e nel prossimo film Il Canto della Rivolta – Parte II, capitolo conclusivo della saga Hunger Games.

I numeri della fenomenologia fanno rabbrividire: romanzi da centinaia di milioni di copie venduti, cine-budget stratosferici per incassi ancor migliori

I numeri della fenomenologia fanno rabbrividire: romanzi da centinaia di milioni di copie venduti (quest’ultimo gira sui 65milioni), cine-budget stratosferici per incassi ancor migliori (862.586.251 dollari rastrellati da La ragazza di fuoco nel 2013 e 691.247.768 dollari dal primo episodio, Hunger Games nel 2012), l’ultimo e definitivo film uscirà nel novembre 2015 benché le riprese siano state accorpate al terzo. Il delirio Hunger Games ha avuto lo scorso anno un concreto impatto italiano con la premiére de La ragazza di fuoco tenuta al Festival Internazionale del Film di Roma: centinaia di ragazzine e ragazzini trascorsero la notte all’addiaccio fuori dall’Auditorium in attesa di incontrare la “divina Jennifer”, urla folli, gesti che ricordano le platee dei concerti pop delle boy band.

I suoi fan avevano lasciato Jennifer/Katniss addormentata nella base del Distretto 12, cuore della ribellione. Oggi la ritroviamo al risveglio, pronta ad incarnare la “Ghiandaia Imitatrice”, simbolo della rivoluzione contro Capitol City. I Giochi sono ormai chiusi, aboliti, ciò che conta è unicamente la rivolta e la sconfitta definitiva dello spietato dittatore, il presidente Snow (Donald Sutherland). A guidare Katniss, che disperatamente è alla ricerca di Peeta preso prigioniero da Snow, è il comandante Alma Coin (Julianne Moore) con il suo mentore della comunicazione Plutarch Heavensbee, reso dall’indimenticabile Phillip Seymour Hoffman.

Nei titoli di coda la dedica all’attore Philip Seymour Hoffman che interpreta Plutarch Heavensbee

L’organizzazione “perfetta” dei rivoltosi condotta dai due trova facili eco nella rappresentazione più classica delle rivoluzioni comuniste: una sequenza accompagnata dal “Canto della Rivolta” a cappella dalla stessa Katniss è visualizzato come “Il Terzo Stato” a indicarci il peso e la portata del piano sovversivo al Potere. D’altra parte è lo stesso regista Francis Lawrence a raccontarlo: “La posta in gioco è sempre stata alta in Hunger Games, ma ora è il mondo intero ad essere in ballo. I Giochi si sono conclusi, e la minaccia di oppressione inonda Panem. In questo capitolo si aprono nuovi scenari con sequenze d’azione mozzafiato. Si tratta di un film gigantesco”. Gigantesco e politicamente “pesante” quanto possa essere, il ritmo di questo terzo Hunger Games ha la lentezza di un carrozzone ingombrante che, forse, esploderà di maestosità nel prossimo e a questo punto attesissimo capitolo.

Hunger Games: Il Canto della Rivolta – Parte I