Quando un alto tasso di entusiasmo supporta un’idea originale, spesso si è già a metà dell’opera. Ma se la stessa idea unisce passioni comuni a molti, in questo caso il successo potrebbe essere più che un miraggio. In questo caso l’idea è quella di Andrea Campi, chef dell’Osteria al Dosso di Aprica che, proprio in questi mesi, al più formale grembiule da cuoco provetto alterna le vesti di “inventore”, per un brevetto unico in ambito montano: un gatto delle nevi con cucina incorporata, che il prossimo inverno porterà piccoli piatti e prelibatezze-à-porter direttamente sulle piste a 2.000 metri d’altezza.

In città chiamiamo street food quello che per Andrea diventa invece una “snood kitchen”, come unione fra food & snow da preparare e servire con tecniche particolari. “Con 7 metri di lunghezza e 4 di altezza, per un totale di 11mila chili e un serbatoio immenso, il gatto delle nevi era l’unico mezzo capace di realizzare questo progetto – spiega Andrea – La mia idea è quella di portare fino alle piste le specialità del territorio, non in piatto ma servite direttamente dentro il nostro pane. Il gatto diventerà un amplificatore di eccellenza; per questo motivo ho stipulato accordi con produttori di formaggio, mele e uva, per non parlare di uno speck sopraffino realizzato con la stessa tecnica del prosciutto cotto, che servirò ad esempio con rafano e pane al cumino. Ma anche trote spinate fantastiche: cibi non facilmente consumabili sulle piste, venduti a 5-6 euro e realizzati al momento”.

L’innovazione di Campi si estende fino a estremi ancor più tecnologici. Ad esempio applicando al casco di sciatori-clienti un piccolo adesivo effetto microchip

Non solo spirito imprenditoriale, ma amore per il proprio territorio: è questa la risposta a chi vedesse nel gatto un concorrente per altri esempi di ristorazione montana (rifugi al primo posto), pericolo infondato per lo stesso chef. “All’ università ti insegnano come rendere sostenibile questo sistema, e non certo solo con l’agricoltura. Per questo ho scritto una lettera al mio paese, comunicando questo mi progetto: perché chiunque potesse capire che vendere qualche panino con il gatto sarà sinonimo di nuovi riflettori puntati nella nostra località, da chi verrà proprio per vedere anche questa sorta di nuova attrazione. Bambini (accompagnati) al primo posto”.

Vietato pensare che tutto ciò possa essere realizzato nel classico mezzo utilizzato sulle piste: in questo caso, inventiva e disponibilità sono la base stessa del progetto. Quello di un prototipo con cabina ripensata da carrozzieri sotto indicazione di Campi che, per rendere ideale l’interazione con cuoco e gatto, ha predisposto una pedana sovrastante i cingoli che permetterà a ogni cliente di salire a livello cabina per pagare e scendere dal lato opposto. All’interno, una cucina Abimis (usata in molti fra i più importanti ristoranti d’Italia) progettata dalla Prisma Spa di Treviso: lungimirante azienda che, entusiasta dell’idea, ha creato con misure del tutto nuove i più classici moduli da cucina standard. “In quella situazione, un pieno di gasolio può durare anche 8 giorni. Ispirandomi alla routine dei trasportatori norvegesi, ho installato poi una pompa di calore che con piccole gocce di carburante mantiene di notte l’abitacolo a una temperatura di circa 4°: proprio come un frigo, per preservare intatte le vivande senza che l’acqua congeli”.

Ma non è tutto: l’innovazione di Campi si estende fino a estremi ancor più tecnologici, con un sistema di pagamento Tag RFID. In cosa consiste? Applicare al casco di sciatori-clienti un piccolo adesivo effetto microchip, caricato via internet di credito da tramutare in prodotti. Il software posizionato sul gatto lo rileverà, scalando automaticamente ciò che verrà consumato, ma permettendo soprattutto al team culinario di comprendere quali piatti saranno maggiormente apprezzati. “Si fidelizzano così i clienti, ma si possono caricare anche promozioni attivate con altri operatori del territorio: ad esempio sconti per lame da sci, ma anche offerte di altri locali. Il mio obiettivo è diventare un centro nevralgico anche come Wi-Fi, con una connessione gratuita per i clienti del gatto che vedranno i propri profili aggiornarsi automaticamente appena entrati in connessione. A questo si aggiungerà una web radio e un punto di ricarica cellulari (sia credito che batteria, offerta rara in alta quota), ma anche una console per il dj che verrà chiamato ad animare il pubblico direttamente dal tetto del gatto”.

Se il debutto del mezzo avverrà a gennaio durante la Chef’s Cup, celebre manifestazione culinaria territoriale in programma in Val Badia fra il 18 e il 23 gennaio 2015, Andrea viaggia già con la fantasia verso un futuro nel quale anche cuochi di altre regioni potrebbero affittare il “suo” gatto, da lui brevettato ma pronto a essere declinato secondo il know-how e i prodotti di ogni territorio… ma non solo. “Per tutti coltivo un lato gourmet, ma il mio spirito è decisamente street (dice ridendo). Da appassionato di snowboard e surf, il mio sogno sarebbe di vedere il gatto in Canada, nelle mete ambite dai freestyler di tutto il mondo… perché no, anche sulla sabbia”.