Nel giorno in cui Alessandro Di Battista e Luca Frusone (M5S) presentano un esposto alla Corte dei conti e alla magistratura ordinaria, l’Aeronautica informa “di aver già dato mandato di una denuncia-querela a carico di tutti i responsabili della diffusione di comunicazioni strumentalmente diffamatorie ed infondate, denigratorie delle Forze Armate e dei Vertici istituzionali delle stesse“. La vicenda è quella dell’utilizzo da parte del ministro della Difesa Roberta Pinotti (Pd) del volo Falcon 50 dell’Aeronautica militare per rientrare a Genova da Roma.

Il 24 settembre i due deputati avevano fatto un’interrogazione parlamentare sul caso. E Il Fatto Quotidiano aveva dato conto di quanto accaduto. I deputati non avevano avuto risposta ai quesiti. Così Di Battista e Frusone si sono rivolti alla magistratura contabile. E l’Aeronautica, che dipende dal ministero della Difesa e quindi dalla Pinotti, risponde con un attacco contro i parlamentari di opposizione che hanno svolto il loro lavoro chiedendo chiarimenti mai arrivati. Nella sua nota l’Aeronautica scrive che l’esposto-denuncia è “in relazione alle dichiarazioni rilasciate da alcuni parlamentari concernenti una denuncia alla Autorità Giudiziaria Ordinaria e Contabile riguardante un volo operato il 5 settembre da un velivolo del 31° Stormo dell’Aeronautica Militare, recante a bordo anche il ministro della Difesa“. Il riferimento va appunto alla notizia pubblicata da Di Battista sulla sua pagina Facebook, relativamente alla denuncia del ministro della Difesa alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica, per aver “utilizzato un aereo-blu per farsi accompagnare a casa sua”.

Ecco come l’Aeronautica ricostruisce i fatti (attaccando senza citarlo anche il Fatto Quotidiano): “Quanto al merito del volo in questione del quale hanno dato notizia alcuni organi di stampa nei giorni scorsi, e in particolare in modo diffamatorio da un quotidiano, l’Aeronautica Militare specifica che si è trattato di un volo di routine addestrativo. Questi tipi di voli sono distinti in voli per qualificazione sulle macchine svolti con appositi istruttori dove non è consentito imbarcare altri passeggeri, e voli di verifica del mantenimento delle qualifiche periodiche. Su quest’ultima tipologia di volo è previsto il trasporto di passeggeri autorizzati, come avvenuto per il trasporto del ministro della Difesa nella serata del 5 settembre 2014. Non si trattava quindi di volo di Stato”. In serata il sottosegretario alla presidenza Delrio ha aggiunto che “l’unico volo di Stato autorizzato il 5 settembre scorso è quello per Cardiff del presidente Renzi”.

Nè Delrio, nè l’aeronautica dicono il falso quando negano che si sia trattato di volo di Stato. Tecnicamente non lo è. Ma il Fatto Quotidiano, il 26 settembre scorso, ha spiegato perché di certo non si tratta di un “passaggio” casuale. Ecco alcuni passaggi dell’articolo di Marco Lillo: “La presenza dell’unico passeggero civile del volo Iam 3122, con a bordo 5 membri dell’equipaggio e due passeggeri militari, condizionava il piano di volo. Secondo la versione ufficiale fornita al Fatto dalla ministra Pinotti, il volo sarebbe stato destinato a una missione di addestramentoorganizzata a prescindere. La versione del ministro cozza con la nota del giorno del 31° stormo. E non si tratta di un caso isolato. Al Fatto risulta che gli aerei del 31° stormo hanno trasportato altri personaggi vip (talvolta generali e talvolta politici) usando lo stratagemma dei voli di addestramento. I piloti devono raggiungere un certo numero di ore di volo ogni anno per mantenere le loro abilitazioni. Questa esigenza effettiva diventa un “tesoretto” di ore utilizzabile come un jolly per far contenti i potenti. L’effetto è uno stravolgimento delle regole”.

La denuncia dell’Aeronautica in difesa di Roberta Pinotti (esplicito il riferimento ai “vertici istituzionali delle Forze armate”) arriva – forse non a caso – in un momento particolare. La ministra Genovese è infatti accreditata da molti giornali tra i candidati più quotati per la successione a Giorgio Napolitano. Perché donna e perché custode ideale del Patto del Nazareno, cioè dell’asse Renzi-Berlusconi. Due anni fa, alle primarie del centrosinistra per il comune di Genova, si piazzò terza su tre candidati (dietro a Marco Doria, poi diventato sindaco e al primo cittadino uscente Marta Vincenzi).