Hanno fatto Mosca, Istanbul, Atene e Barcellona. Cecina no, quella è off limits. Al termine di un’estate di rabbia e orgoglio, ai tifosi di Siena spetta l’autunno della mortificazione. La squadra di basket cittadina, dopo sette scudetti consecutivi, è ripartita dalle leghe minori. Inevitabile, visto il fallimento targato Monte dei Paschi che ha portato all’arresto dell’ex plenipotenziario Fernando Minucci e al coinvolgimento del coach della nazionale Simone Pianigiani. Ora Siena è griffata Gecom ed è ripartita dalla Serie B, il quarto livello del nostro basket. Per il momento è una delle tante squadre che compone la polisportiva Mens Sana 1871, con l’obiettivo di tornare a fare da sé in un futuro di conti in ordine.

I campioni sul parquet non ci sono più, ma laggiù bastano l’esperienza di Ghiaccio Chiacig e di Davide Parente: dopo sei giornate è primo posto a punteggio pieno. “La categoria non conta, questi colori avranno sempre il nostro sostegno” dissero a fine giugno i ragazzi della curva e sono stati di parola. Ogni domenica il PalaEstra stacca tremila tagliandi, la maggior parte dei quali abbonati. Le trasferte ora sono a Monsummano, Oleggio e Borgosesia e tocca consultare il sito della Brigata Biancoverde per capire disponibilità e orari dei pullman. Al più ci si stringe come è accaduto a Piombino: era l’esordio in campionato e un migliaio di sostenitori occupò i 600 posti riservati dalla società di casa. Un piccolo esodo sportivo che non è piaciuto al Viminale, che ha mobilitato i prefetti.

Dieci giorni fa a Varese il palazzetto è stato negato ai residenti nella provincia di Siena per la rivalità tra i rispettivi ultras e lo stesso accadrà nel fine settimana, quando la Mens Sana sarà in turno a Cecina. Una decisione motivata ancora una volta con la tutela dell’ordine pubblico, perché la società livornese non sa come separare i tifosi ospiti. La verità è un’altra: i biancoverdi non sono una risorsa per la Serie B, anzi ingombrano. “É un oltraggio nei confronti della società e del suo pubblico – ha detto il presidente della polisportiva Piero Ricci – Un alibi punitivo e ingiusto che assimila il basket a uno sport violento, una immagine che non appartiene a questo sport”.

“Il divieto è una medicina peggiore del male, l’implicita ammissione di non riuscire a gestire situazioni appena un po’ più complicate del normale” ha aggiunto il sindaco di Siena Bruno Valentini. L’indignazione della città del Palio è aumentata dagli sforzi profusi negli scorsi mesi per prepararsi al triplo salto all’indietro. “Sarà una rifondazione sportiva e morale” dissero allora i vertici mensanini, che cercavano di trovare l’aspetto positivo di un ridimensionamento senza precedenti. Con questa prospettiva avevano lanciato Tifo sereno, una progetto che prevede le esibizioni delle squadre giovanili prima della sfida casalinga della prima squadra e il terzo tempo tra i tifosi, oltre che quello dei giocatori. L’iniziativa aveva subito ricevuto il plauso della Lega Pallacanestro, che va ora in crisi davanti allo sdegno di centinaia di tifosi retrocessi e esiliati.

“Comprendo le difficoltà delle altre società, perché la Mens Sana si trova in un contenitore non abituato ad ospitare realtà di questo tipo. Ma Siena è un pilastro del nostro basket e deve rappresentare un valore aggiunto” ha detto Claudio ColdebellaL’ex playmaker di Bologna e Milano ora fa il direttore generale della LNP e deve ridare un verso a un giocattolo che da tempo si è capovolto. Dodici degli ultimi tredici campionati brillano nelle bacheche di compagini fallite, che non frequentano più i campi della massima serie. Siena sta polverizzando i record di presenze delle leghe minori, come già aveva fatto lo spettacolare pubblico della Fortitudo Bologna. All’esordio in A2 Silver Treviso, altra nobile decaduta, ha fatto registrare oltre 4mila paganti, numeri impressionanti quanto quelli di Torino. Una passione enorme e senza categorie, che dovrebbe essere vietato vietare.