L’assurda idea di LeBron James: vivere a New York e andare agli allenamenti a Philadelphia in elicottero. C’è già chi protesta
L’avventura di LeBron James con i Philadelphia 76ers potrebbe iniziare in maniera piuttosto singolare: il quattro volte MVP potrebbe non vivere a Philadelphia, ma a New York e viaggiare sempre per allenamenti e partite. Secondo diverse indiscrezioni, infatti, James starebbe valutando di mantenere la propria residenza a New York e raggiungere ogni giorno la città della Pennsylvania. Una distanza di circa 160 chilometri che, almeno nei piani, verrebbe coperta in elicottero in circa 45 minuti, decollando da Manhattan e atterrando vicino all’Xfinity Mobile Arena o al centro di allenamento dei Sixers a Camden, nel New Jersey.
Secondo Wings Air Helicopters, società di charter con sede a New York che opera nel Nord-Est degli Stati Uniti, un volo privato tra New York e Philadelphia costa circa 6mila dollari a tratta, ovvero 12mila dollari per un viaggio di andata e ritorno. “Un volo tipico parte da 6mila dollari a tratta per un massimo di cinque o sei passeggeri“, ha spiegato Anna Macsai, direttore generale della compagnia. “L’andata e ritorno costa circa il doppio“. Considerando che una stagione regolare NBA comprende 41 partite casalinghe e che i Sixers hanno svolto 26 allenamenti in casa nella scorsa stagione, LeBron potrebbe dover affrontare fino a 67 trasferte tra New York e Philadelphia, senza considerare eventuali playoff.
Facendo un semplice calcolo, il costo complessivo dei voli arriverebbe a circa 804mila dollari nell’arco della stagione regolare: poco più di un quinto dello stipendio previsto per il primo anno del suo contratto con Philadelphia. Oltre al costo del volo, entrano in gioco carburante, manutenzione, assicurazione, personale e tasse di atterraggio. “Tutti questi fattori continuano ad aumentare di anno in anno e incidono inevitabilmente sul prezzo dei charter“, ha aggiunto la dirigente. Un’alternativa potrebbe essere acquistare direttamente un elicottero. I modelli più diffusi partono da circa 600mila dollari per un Robinson R44 e possono superare i 2 milioni per un Airbus H125.
Anche in questo caso, però, bisognerebbe sostenere i costi di gestione, manutenzione, assicurazione e assumere un pilota o affidare il velivolo a una società specializzata. Resta poi il tema delle restrizioni. A New York cresce da tempo il movimento “Stop the Chop“, che chiede di limitare i voli in elicottero non essenziali a causa dell’inquinamento acustico. Inoltre, gli spostamenti quotidiani tra la residenza e il luogo di lavoro comporterebbero anche implicazioni fiscali.
Per questo motivo l’ipotesi più plausibile potrebbe essere una doppia residenza: mantenere la casa principale a New York, dove LeBron concentra gran parte delle sue attività imprenditoriali, e disporre di un’abitazione nell’area di Philadelphia da utilizzare nei periodi più intensi della stagione. Non sarebbe comunque una novità assoluta. In passato anche JJ Redick scelse di vivere a Brooklyn durante la sua esperienza ai Sixers, tra il 2017 e il 2019, affrontando ogni giorno il tragitto fino a Philadelphia. Ancora prima, Wilt Chamberlain risiedeva a New York pur giocando con i Sixers, arrivando perfino a gestire un celebre locale notturno ad Harlem.
La soluzione, però, presenta altre diverse criticità oltre a quelle citate. A New York il traffico degli elicotteri è regolamentato in modo molto rigido, sia per ragioni di sicurezza sia per limitare l’inquinamento acustico. I voli possono partire soltanto dai tre eliporti autorizzati di Manhattan, mentre dagli anni Settanta sono praticamente scomparsi gli eliporti commerciali sui tetti dei grattacieli. Inoltre il nuovo sindaco Zohran Mamdani ha più volte dichiarato di voler limitare ulteriormente i voli non essenziali.
Il vero ostacolo, però, potrebbe essere il meteo. Gli elicotteri sono molto più sensibili rispetto agli aerei alle condizioni atmosferiche. Nebbia, scarsa visibilità, vento forte, temporali, neve o rischio di formazione di ghiaccio possono impedire il decollo. Le norme della Federal Aviation Administration richiedono infatti almeno tre miglia di visibilità e nuvole sufficientemente alte, mentre raffiche superiori ai 64 chilometri orari possono rendere il volo troppo rischioso.
E non si tratta di un’eventualità rara. Tra ottobre 2025 e aprile 2026, periodo che coincide grosso modo con la stagione NBA, a New York sono stati registrati 11 giorni con raffiche oltre i 64 km/h. A Philadelphia le giornate con vento così intenso sono state addirittura 33. In tutte queste circostanze James sarebbe costretto a spostarsi in auto. Il viaggio lungo la Interstate 95 può durare meno di due ore quando il traffico è scorrevole, ma è una delle arterie più trafficate degli Stati Uniti e i tempi di percorrenza possono aumentare sensibilmente. La questione assume ancora maggiore importanza considerando le abitudini del fuoriclasse americano. LeBron è noto per arrivare al palazzetto molte ore prima della partita, partecipare agli allenamenti mattutini e seguire una rigorosa routine di preparazione.
James, che ha appena firmato un contratto biennale da circa 8 milioni di dollari con i Sixers, guadagnerà poco meno di 4 milioni nella prossima stagione, mentre il secondo anno sarà a sua discrezione: potrà rimanere alle stesse cifre o tornare free agent. Nel corso della sua carriera ha incassato oltre 580 milioni di dollari di soli stipendi NBA e costruito un patrimonio stimato in circa 1,4 miliardi di dollari. La spesa non rappresenterebbe certamente un problema. Resta però da capire se la complessa organizzazione degli spostamenti possa davvero diventare parte della sua nuova quotidianità con la maglia dei Philadelphia 76ers.