Ognuno lo ricorderà con l’interpretazione che più gli risuona nella mente. Un po’come si fa con tutti i doppiatori italiani, scuola bistrattata ma immensamente professionale, chiudendo gli occhi e ascoltandone la voce. Gaetano Varcasia, morto il 10 novembre a Roma per un tumore, all’età di 55 anni, ha recentemente dato parola a Peter Dinklage, il Tyrion Lannister del fantasy “Il trono di spade”, ma è stato anche petulante e acuto Topolino/Mickey Mouse in tutte le versioni italiane dal 1988 al 1995, oppure, come piace ricordarlo a noi, in quel marasma di nuovi suoni anni ottanta/novanta, con la terza grossa ondata di doppiatori italiani pronti a sostituire le precedenti e gloriose generazioni di colleghi, Varcasia ha prestato la voce a Spike Lee in Fa’ la cosa giusta (1989) dove il regista newyorchese interpreta Mookie e sciorina un monologo antitaliano da leggenda: “Italiano del cazzo, puzza d’aglio, terrone sfollato, pizzaiolo, mangiaspaghetti, perry como, luciano pavarotti, ‘o sole mio, coglione, nemmeno sai cantare”.

Di Lee, Varcasia è stato voce ufficiale anche per Jungle Fever (1991) dove interpreta Cyrus amico del protagonista Wesley Snipes, che si innamora della bella italiana Annabella Sciorra. 135 i film doppiati da Varcasia dai primi anni ottanta ad oggi, almeno una cinquantina le serie tv, oltre ad una ventina di cartoni animati. Nelle serie ha doppiato, tra gli altri, Bob Odenkirk, il Saul Goodman di Breaking Bad; Timothy Hutton nelle prime quattro stagioni di Leverage – Consulenze illegali; Peter Jacobson, il dottor Taub in Dr. House; Alfonso Ribeiro, il danzante Carlton Banks nel popolarissimo “Willy, il principe di Bel Air”; Peter Krause in “Dirty Sexy Money”.

Anche se è nel cinema che Varcasia ha lasciato tracce sonore ai più invisibili che lentamente riemergono all’ascolto: dal 2001 al 2011 è stato James Potter, il papà di Harry Potter, in tutti i film della saga, sostituendo la voce di Adrian Rawlins; nel monumentale Zodiac (2007) di David Fincher dà la voce al sergente Mulanax interpretato dall’attore Elias Koteas; o ancora presta la voce a Robert Downey Jr. in America Oggi (1992) di Altman; è il doppiatore di Rhys Ifans in I love radio rock, di Jet Li in “Amici per la morte” e di Steve Buscemi in Barton Fink – È successo a Hollywood e in Mister Hula Hoop. E ancora le curiosità si sommano soprattutto nel cinema d’autore: Varcasia doppia Nuri Bilge Ceylan, il regista palma d’oro a Cannes 2014, quando interpreta il suo Il piacere e l’amore; oppure presta la voce al celebre attore danese Mads Mikkelsen sia in Dopo il matrimonio che ne Le mele di Adamo; in Valzer con Bashir (2008) è la voce narrante dello stesso regista del film, Ari Folman; in Il matrimonio di Lorna dei Dardenne dà la voce a Fabrizio Rongione, che interpreta Fabio, il coprotagonista tossico. Dopo una laurea in lettere, un laboratorio con Gigi Proietti a metà anni ottanta, Varcasia è socio dal 1988 al 1995 dell’importantissima società di doppiaggio Gruppo Trenta (oggi Pumaisdue). Grazie a questa collaborazione, e al lavoro con la famiglia Izzo (Renato il fondatore, poi Rossella che ha proseguito il lavoro del padre), Varcasia ha vissuto il periodo d’oro della rinascita dei doppiatori allargatisi all’arrembante serie tv, collaborando con grandi del doppiaggio come Tonino Accolla, Claudio Sorrentino e Luca Ward. L’ultimo lavoro, nel 2014, è stato prestare la voce al protagonista del videogioco La terra di Mezzo: l’Ombra di Mordor, videogame che narra una avventura tratta dal mondo de Il Signore degli Anelli.