Erano destinate ai curdi, ma sarebbero finite nelle mani degli jihadisti. In un nuovo video i miliziani dell’Isis sostengono di essere entrati in possesso delle armi che gli Usa hanno lanciato per aiutare i curdi a difendersi dall’assedio di Kobane, nel nord della Siria. Lo riporta la Cbs. I miliziani sostengono che le armi e le munizioni sono state lanciate per sbaglio sulle postazioni da loro controllate. Oggi gli aerei della Coalizione internazionale guidata dagli Usa sono tornati a colpire quartier generali jihadisti a Kobane, mentre si registrano nuovi scontri tra i miliziani dell’Isis e i curdi dell’Ypg che difendono la città siriana al confine con la Turchia. Ne dà notizia l’Osservatorio nazionale per i diritti umani. Secondo testimoni locali, un seguace del Califfato si è fatto saltare in aria a bordo di un’autobomba nei pressi di una postazione curda nell’est della città. 

Ankara: “Curdi non hanno ancora attraversato la frontiera”
Oggi il governo turco ha reso noto che i combattenti curdi iracheni non hanno ancora passato la frontiera turca per entrare in Siria e difendere la città di Kobane dall’avanzata jihadista, nonostante l’autorizzazione di Ankara. “I peshmerga non hanno ancora attraversato la frontiera”, ha riferito alla stampa il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu, specificando che la Turchia vuole che i combattenti curdi arrivino a Kobane perché “non abbiamo mai voluto che la città cadesse”. Ankara ieri aveva autorizzato i peshmerga ad entrare a Kobane attraverso il territorio turco per rafforzare la resistenza all’Isis nella città siriana a maggioranza curda.

Isis contrattacca nel nord dell’Iraq
Nel nord dell’Iraq i jihadisti si riorganizzano e contrattaccano. Secondo quanto riporta la Cnn – citando l’agenzia di stampa curda Rudaw – i militanti dell’esercito islamico avrebbero lanciato 15 attacchi simultanei contro le forze curde nel tentativo di recuperare il terreno perduto nelle ultime settimane a causa dei raid aerei di Stati Uniti e alleati. In particolare, i jihadisti avrebbero sferrato un attacco nella zona della diga di Mosul, molto importante dal punto di vista strategico. Altri attacchi nell’area della Nineveh Valley sarebbero stati respinti grazie alle armi fornite ai pashmerga curdi da Stati Uniti ed Europa.

Baghdad, nuova ondata di attacchi: 30 vittime
È salito, intanto, a 30 morti e 57 feriti il bilancio di un’ondata di attacchi avvenuti stamattina a Baghdad e dintorni, in Iraq. Lo riferisce la polizia e lo confermano fonti mediche. L’attentato con il maggior numero di vittime ha colpito il ristorante Habaybina nel quartiere a maggioranza sciita di Talibiya, nella zona est della capitale, provocando 19 morti e 32 feriti. Prima di questa esplosione una bomba era saltata in aria in un mercato all’aperto nel quartiere meridionale di Abu Dashir, a maggioranza sciita, causando quattro morti e nove feriti. Un altro ordigno è esploso vicino a un piccolo ristorante nel centro della capitale irachena uccidendo cinque persone e ferendone 12, mentre una bomba è esplosa in una strada commerciale nella città di Madian, poco a sud della città, causando due morti e quattro feriti. Al momento gli attentati non sono stati rivendicati, ma hanno tutte le caratteristiche degli attacchi dello Stato islamico.

Canada, con l’auto contro militari: “E’ terrorismo”
Due militari canadesi sono stati investiti, e uno di loro è morto, da un uomo a bordo di un’auto, ucciso a sua volta dalla polizia. E ora le autorità sospettano che si è trattato di un atto terroristico in quanto pare che l’uomo, Martin “Ahmad” Rouleau, fosse un estremista islamico con simpatie per l’Isis. L’incidente si è verificato in Quebec: i due soldati, i cui nomi non sono stati resi noti, stavano camminando lungo il parcheggio di un centro commerciale a Saint-Jean sur Richelieu, 40 km a nord di Montreal, quando un uomo a bordo di un’auto li ha travolti ed è fuggito subito inseguito dalla polizia. Il conducente, 25 anni, che poco prima era entrato nell’ ufficio del ministero della Difesa parlando con un soldato dell’Isis, ha perso il controllo dell’auto, speronata dalla polizia, che è finita in un burrone. E’ quindi uscito dal veicolo brandendo un coltello, ma è stato fermato dai poliziotti che gli hanno sparato. Il giovane è morto in ospedale. Se la matrice islamica venisse confermata, potrebbe essere il primo attentato dello Stato Islamico in Occidente. A indicare la pista terroristica è stato lo stesso primo ministro canadese, Steven Harper, che dopo un incontro con la polizia federale, ha dichiarato che “potrebbe trattarsi di un atto terroristico”.