Ebola continua a preoccupare gli Stati Uniti. Il presidente americano Barack Obama – dopo avere chiesto un maggior sforzo all’Europa e dopo gli errori commessi nell’ospedale di Dallas nel trattamento del paziente zero – ha nominato un commissario, come chiesto da più parti. Si tratta dell’avvocato Ron Klain, ex capo dello staff di due vice presidenti Biden e Al Gore. Questa decisione non significa mettere in discussione il lavoro fin qui svolto dal ministro della Sanità Sylvia Burwell o dal responsabile dei Cdc Thoma FriedenObama ha anche ribadito il suo no al divieto dei voli dall’Africa Occidentale: “Tutti gli esperti mi dicono che sarebbe una misura meno efficace dei controlli in aeroporto”. In Africa occidentale sono arrivati 540 soldati americani, avanguardia di un contingente di quattromila uomini che saranno dispiegati nelle prossime settimane. Il portavoce del Pentagono, l’ammiraglio John Kirby, ha spiegato che l’impegno militare degli Stati Uniti si concentra sul sostegno logistico, oltre che sull’addestramento del personale medico locale, sulla costruzione di strutture sanitarie e sull’aiuto al coordinamento degli sforzi anti-Ebola.

Vaccino scelto da Oms non sarà pronto prima del 2016. Rispetto i protocolli di sicurezza e rafforzare le misure di sicurezza allo stato è l’unica arma contro l’epidemia in via preventiva, il vaccino prodotto dall’azienda Gsk, non arriverà in tempo per essere usato su larga scala durante l’epidemia in corso. I trial clinici del vaccino scelto dall’Oms sono però appena iniziati in Mali. “Occorre acquisire l’abilità di produrlo su larga scala e saremo in grado di farlo solo nel 2016″ dice alla Bbc Ripley Ballou capo della divisione vaccini dell’azienda GlaxoSmithKline. Sono in corso test di fase 1 anche  su volontari sani in Usa, Gran Bretagna e se non ci saranno effetti collaterali gravi si procederà all’inizio del 2015 con quelli di efficacia. “Poi ci vorrà un po’ di tempo per elaborare i dati e capire qual è la dose efficace e quanto dura l’effetto protettivo – spiega Ballou – e allo stesso tempo bisognerà acquisire l’abilità di produrlo su larga scala. Saremo in grado di farlo solo nel 2016, quando sarà troppo tardi per intervenire su questa epidemia. Il lavoro però aiuterà ad evitare le prossime”. L’ipotesi di accelerare lo sviluppo del vaccino era stata affrontata da Oms e Gsk già lo scorso marzo, ai primi segni di epidemia. “Ma abbiamo convenuto di non farlo, all’epoca nessuno poteva immaginare che sarebbe stato necessario un vaccino – afferma l’esperto -. Certo, ripensandoci ora avremmo potuto ‘premere quel grilletto’ prima”. Il vaccino Gsk è uno dei due che l’Oms considera tra i più promettenti, insieme a sei possibili terapie. Una di queste, un farmaco prodotto da Chimerix, ha già terminato la fase 1 della sperimentazione, e l’azienda ha annunciato di aver ottenuto il via libera dall’Fda per procedere con la fase 2 immediatamente.

Cameron: “Per difenderci paesi aiutino l’Africa”. il premier britannico David Cameron ha invitato i paesi occidentali a occuparsi del problema ebola con impegni e risorse in Africa occidentale perché si tratta ”del problema sanitario più grande che deve affrontare il mondo in una generazione”. “E molto probabilmente – ha aggiunto arrivando al vertice Asia-Europa che si tiene a Milano – riguarderà un certo numero di nazioni che sono qui oggi”. Cameron ha rivendicato l’impegno della Gran Bretagna in Sierra Leonedove ha deciso di impegnare oltre 100 milioni di sterline, truppe e un lavoro di addestramento a 800 membri di staff sanitari. “Facciamo tantissimo e credo che sia ora per altri paesi di guardare alle loro responsabilità e alle loro risorse in modo simile a quanto sta facendo la Gran Bretagna, gli Stati Uniti in Liberia e la Francia in Guinea. Adesso altre nazioni si devono fare avanti con risorse e azioni, perchè agire alla fonte in Africa occidentale è il modo migliore di proteggerci in Europa”. Una nave-ospedale della marina militare britannica (la Royal Navy), con tre elicotteri e 350 persone a bordo, salperà proprio oggi dal Regno Unito diretta a Sierra Leone. La Rfa Argus, che partirà da Falmouth (sud-ovest) all’ora di pranzo, raggiungerà Freetown, la capitale della Sierra Leone, tra circa due settimane. Tra le persone a bordo ci sono 80 medici e infermieri, oltre a 80 Royal Marines. 

Addetto ospedale Dallas in quarantena su nave da crociera. Dopo l’allarme scattato per i passeggeri dei due aerei sui quali ha viaggiato la seconda infermiera contagiata a Dallas, ora si rischia una nuova emergenza a bordo di una nave da crociera partita dagli Stati Uniti. Il dipartimento di Stato americano ha infatti confermato che un dipendente del Texas Health Presbyterian Hospital – l’ospedale texano dove nei giorni scorsi è morto il primo paziente ammalato di Ebola e sono stati contagiati due addetti – che potrebbe essere stato esposto al virus è partito da Galveston il 12 ottobre scorso a bordo di una nave da crociera. “La persona non ha avuto contatti diretti” con Thomas Eric Duncan, il cittadino liberiano morto di Ebola, “ma potrebbe averne avuti con campioni clinici da lui prelevati”, ha dichiarato la portavoce del dipartimento di Stato, Jen Psaki, facendo intendere che si tratta di un addetto di laboratorio, di cui non viene specificata l’identità. Per spiegare come sia stato possibile che questa persona sia partita per un viaggio all’estero nonostante l’emergenza, Psaki spiega che “al momento della sua partenza, il Cdc aveva chiesto solo l’auto monitoraggio” ai dipendenti dell’ospedale che avrebbero potuto essere stati esposti al virus. E quando i laboratori federali di Atlanta hanno cambiato la direttiva, imponendo un controllo effettivo, l’addetto di laboratorio aveva lasciato già il Paese. Ora, insieme al partner, ha accettato “di rimanere in isolamento in cabina”, ha reso noto ancora Psaki specificando sono trascorsi 19 giorni dalla possibile esposizione al virus. Il periodo di incubazione di Ebola è tra i 2 ed i 21 giorni. Non viene dato il nome della compagnia di navigazione che “ha collaborato attivamente con i Cdc” per individuare il passeggero che “è stato visitato dal medico di bordo che ha confermato che sta bene” e sta continuando il monitoraggio.