Peggiorano le condizioni dell’infermiera spagnola positiva a Ebola. E mentre salgono a sette i ricoverati sotto osservazione in Spagna, cresce la tensione in Regno Unito e Usa. Downing Street fa sapere che ha deciso controlli aggiuntivi negli aeroporti londinesi di Heathrow e Gatwick per i passeggeri in arrivo dai Paesi colpiti dal virus. Secondo la Bbc, un cittadino britannico è morto nell’ospedale di Skopje, in Macedonia, per un sospetto caso di Ebola, ma sono ancora in corso gli aggiornamenti. Oltre i confini iberici, quindi, Ebola continua a preoccupare anche la comunità internazionale, tanto che il direttore dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) americani, Thomas Frieden, che ha definito Ebola un’epidemia senza precedenti dai tempi dell’Aids all’inizio degli anni Ottanta.

Paziente spagnola: “La sua ambulanza non fu disinfettata”
Mentre Teresa Romero è ricoverata in isolamento ed è stata intubata per insufficienza respiratoria all’ospedale Carlo III-La Paz di Madrid, cresce il timore per la diffusione del virus visto che, secondo il quotidiano El Pais, la donna è stata trasferita dalla sua abitazione al pronto soccorso di Alcorcon su un’ambulanza non dotata di dispositivi di prevenzione del virus. Nelle 12 ore successive il mezzo di soccorso sarebbe poi stato utilizzato per il trasporto di altri pazienti senza essere disinfettato.

Spagna, i medici denunciano “carenze nel protocollo di sicurezza”
Dalle prime analisi i pazienti che hanno avuto contatti con la donna non presentano i sintomi. Oltre a suo marito sono sotto osservazione il dottor Juan Manuel Parra Ramirez e l’infermiera di guardia all’ospedale di Alcorcon, che il 6 ottobre l’hanno assistita per primi. Ramirez ha denunciato ai media “gravi carenze nel protocollo di sicurezza” e di mezzi per far fronte all’emergenza. Oltre ai due operatori, sono ricoverati al reparto “vigilanza attiva“, il medico di famiglia dell’infermiera e un collega di Romero che l’8 ottobre curò i due missionari spagnoli rimpatriati dalla Sierra Leone e poi deceduti. Dimessi invece dall’ospedale in quanto negativi ai test l’ingegnere spagnolo che era rientrato dalla Nigeria con la febbre e un’altra infermiera che aveva assistito i due missionari deceduti. 

Regno Unito, più controlli in aeroporti e su Eurostar
Il Regno Unito introdurrà i controlli per l’Ebola negli aeroporti di Londra Heathrow e Gatwick e nei terminal dei treni Eurostar su consiglio del Chief Medical Officer, il più alto consulente del governo britannico in materia sanitaria. Lo screening sarà introdotto per i passeggeri in arrivo dai Paesi colpiti dal virus, cioè Liberia, Sierra Leone e Guinea. I test dovranno ricostruire la storia di viaggio recente dei passeggeri e con chi sono stati in contatto; inoltre sarà possibile una valutazione medica per l’Ebola condotta da personale sanitario. 

Lorenzin: “Individuare soggetti a rischio prima che partano dall’Africa”
Dall’Italia, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha dichiarato che nel nostro Paese sono presenti 12 Usmaf (Uffici di sanità marittima aerea e di frontiera) e 25 uffici territoriali che dispongono di “misure per rafforzare le procedure per individuare soggetti a rischio già prima dell’imbarco aereo dall’Africa”. Lavorano presso Usmaf 448 persone, di cui 79 medici: nell’aeroporto di Fiumicino ci sono 6 medico Usmaf e 7 sono a Malpensa. Presso l’aeroporto romano, nel giro di un mese, sono stati effettuati cinque interventi su casi sospetti. Lorenzin ha ricordato inoltre che l’Italia “ha voli diretti solo con la Nigeria, con cadenza trimestrale”.

Medico italiano ricoverato per precauzione: “Non ha sintomi”
“C’è forse stato un eccesso di precauzione. Ma meglio essere prudenti per evitare casi come quello dell’infermiera spagnola. Tuttavia, cerchiamo di essere chiari: il medico di Emergency ricoverato non è un caso. Non è malato di Ebola, i test sono risultati negativi”. Così Lorenzin, in un’intervista al MessaggeroIn merito alla possibilità che il medico marchigiano, ricoverato dal 3 ottobre all’ospedale romano Spallanzani dopo essere tornato da Freetown, sia il primo caso italiano di contagio, ha precisato: “I test sono negativi e non ha alcun sintomo”. Lorenzin ha precisato che il dottore “aveva avuto un’esposizione considerata a bassissimo rischio e non era entrato in contatto con il collega tedesco portato in Germania dalla Sierra Leone“.

Usa: “Epidemia più grave dai tempi dell’Aids”
In un incontro sul virus presso la Banca Mondiale a Washington il direttore dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) americani, Thomas Frieden, ha definito Ebola un’epidemia senza precedenti dai tempi dell’Aids. “Sarà una guerra lunga – ha detto Frieden – Nei trent’anni che lavoro nel settore della sanità pubblica, l’unica cosa paragonabile è stata l’Aids“. Per Unmeer però “Ebola non è una condanna a morte” e “cure precoci significano una migliore possibilità di sopravvivenza”. Il segretario generale dell’OnuBan Ki-moon, aggiunge che “per l’emergenza Ebola ci sono cinque priorità: fermare l’epidemia, curare le persone infette, fornire i servizi essenziali, salvaguardare la stabilità ed evitare nuovi focolai nei Paesi non colpiti”.

 Un cittadino britannico è morto nell’ospedale di Skopje, in Macedonia, per un sospetto caso di ebola. E’ quanto riferisce la Bbc che cita un portavoce del ministero degli Esteri macedone.