Minacce contro il Regno Unito e un invito ai musulmani occidentali a unirsi allo Stato Islamico o “colpire gli infedeli” direttamente in Occidente. Nelle stesse ore in cui è stato diffuso il video sulla decapitazione del cooperante britannico Alan Henning, è stato pubblicato un secondo video a firma Isis in cui un jihadista a volto scoperto, probabilmente britannico, annuncia ulteriori minacce. Il secondo video, ha fatto sapere un portavoce di Downing Street, sarebbe stato sottoposto all’attenzione dei responsabili militari, dei servizi di intelligence e del Foreign Office durante un incontro con il primo ministro David Cameron. Il jihadista britannico definisce Cameron “uno spregevole suino”. In mimetica, con un AK-47 al suo fianco, dice: “Mandateli tutti i vostri soldati nel Califfato, mandate anche i vostri riservisti e ve li rimanderemo indietro uno ad uno nelle bare”. E ai musulmani occidentali: “Unitevi e insorgete contro gli infedeli”. Secondo il Daily Mail online potrebbe trattarsi di Abu Saeed al-Britani, un 27enne ex guardia di sicurezza di un supermercato che sarebbe partito per la Siria lo scorso gennaio. 

Mentre la polizia britannica sta effettuando urgenti verifiche sui contenuti dell’ultimo video inviato dal Califfato, Londra occupa le strade davanti a Downing Street. In centinaia sono scesi in piazza per chiedere davanti alla residenza del primo ministro David Cameron per chiedere al governo di fermare i raid in Iraq. Dopo la decapitazione del secondo ostaggio britannico, un corteo non autorizzato è partito dal centro della capitale al grido di “No a un Iraq 3” e “stop ai bombardamenti”. Secondo i manifestanti, i raid inglesi non fanno che peggiorare la situazione e rafforzare i jihadisti dello Stato Islamico. Ferma la posizione di Cameron: “La brutalità dell’Isis non ci persuaderà a modificare il nostro approccio”. Il premier si dice determinato a “sconfiggere questa organizzazione terroristica e sradicare la minaccia” fuori e dentro la Gran Bretagna.

Appello famiglia Kassig: “Abbiate pietà”
Rispettando il copione usato anche per le esecuzioni di James FoleySteven Sotloff e David Haines, il video della decapitazione del volontario britannico Alan Henning è terminato con l’annuncio della prossima vittima, il giovane americano Peter Kassig. Ex soldato in Iraq nel 2007, Kassig stava lavorando in Siria per un’organizzazione di soccorso che ha fondato, la Special emergency response and assistance, quando il 1 ottobre 2013 è stato catturato. Il 26enne si è convertito all’islam durante la prigionia. La famiglia ha saputo da altri ex ostaggi che la fede gli ha fornito conforto. In un video pubblicato su Youtube Ed e Paula Kassig, i genitori dell’ostaggio, chiedono la liberazione del figlio. La madre si rivolge direttamente al lui: “Ti amiamo, vogliamo la tua libertà così potremmo riabbracciarti e lasciarti libero di continuare la vita che hai scelto al servizio di chi ha più bisogno”. “Mentre i musulmani nel mondo, incluso nostro figlio Abdul-Rahman Kassig, celebrano Id al-adha, la fede e il sacrificio di Abramo, e la grazie di Allah, chiediamo a quelli che hanno nostro figlio nelle loro mani di mostrare la stessa grazia e liberarlo”, sottolineando di essere consapevoli che la violenza non risolve i problemi. ”Questa situazione è al di là del nostro controllo. Abbiamo chiesto al governo degli Stati Uniti di rivedere le proprie azioni”, concludono i genitori.