Mercoledì 1 ottobre riprende il suo cammino in Senato ma, nell’attesa, la riforma del lavoro voluta da Matteo Renzi accende lo scontro all’interno del Pd e tra governo e sindacati. Specie sulla questione del reintegro previsto dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Il Jobs Act prevede contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti per i nuovi assunti; riordino della cassa integrazione con nuovi limiti all’utilizzo dello strumento; razionalizzazione degli incentivi all’assunzione e in generale riordino dei servizi del lavoro e delle politiche attive; rimodulazione dell’Aspi (l’assegno di disoccupazione) in relazione alla carriera contributiva del lavoratore con l’estensione, però, anche ai collaboratori, adesso esclusi. E, infine, ferie ‘solidali’. Ecco la riforma punto per punto:

Contratto a tutele crescenti per i neoassunti
Arriva “il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all’anzianità di servizio” per tutti i neoassunti. La delega non cita espressamente l’articolo 18 e saranno i decreti delegati a definire le modifiche. Fino ad oggi il premier Matteo Renzi ha affermato la necessità di sostituire il reintegro con l’indennizzo in caso di licenziamento giudicato illegittimo (ad eccezione dei licenziamenti per motivi discriminatori) ma oggi nel corso della direzione Pd ha detto che andrà mantenuto anche per i licenziamenti disciplinari. In questo caso si avrà un sostanziale nulla di fatto perché sulle interruzioni di rapporto di lavoro per motivi economici è già intervenuta la legge Fornero prevedendo l’indennizzo in caso di licenziamento illegittimo.

Riordino forme contrattuali e rapporti di lavoro
L’obiettivo al quale si vuole arrivare con il contratto a tutele crescenti è di farne la modalità normale di assunzione sfoltendo le decine di forme contrattuali e le norme esistenti. Si punta alla creazione di un “Testo organico semplificato delle discipline delle tipologie contrattuali e dei rapporti di lavoro”.

Mansioni flessibili e controlli a distanza
Si rivede la disciplina delle mansioni “in caso di processi di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale con l’interesse del lavoratore alla tutela del posto di lavoro, della professionalità e delle condizioni di vita, prevedendo limiti alla modifica dell’inquadramento”. Il passaggio da una mansione all’altra diventa, dunque, più flessibile (con la possibilità anche di demansionamento). Viene rivista anche la disciplina dei controlli a distanza: si apre all’utilizzo delle nuove tecnologie per la ‘sorveglianza’ ed il ‘tele-lavoro’, tutelando comunque “dignità e riservatezza” del lavoratore.  

Salario minimo anche a co.co.co
Si punta ad introdurre “eventualmente anche in via sperimentale” il compenso orario minimo anche per i rapporti di collaborazione.

Riforma Cig
Sarà “impossibile” autorizzare la cig in caso di cessazione di attività aziendale mentre sarà previsto l’accesso alla cig solo a seguito dell’utilizzo delle possibilità contrattuali di riduzione dell’orario di lavoro. Saranno rivisti i limiti di durata dell’indennità (adesso il tetto è di due anni per la cassa ordinaria e di quattro per la straordinaria) ed una maggiore partecipazione da parte delle aziende che la utilizzano.

Riforma Aspi
La durata del trattamento di disoccupazione dovrà essere rapportata alla “pregressa storia contributiva” del lavoratore con “incremento della durata massima (per ora fissata a 18 mesi a regime nel 2016, ndr) per quelli con “le carriere contributive più rilevanti”. Si prevede anche l’introduzione di massimali in relazione alla contribuzione figurativa.

Assegno di disoccupazione universale
Contestualmente si punta alla “universalizzazione” dell’Aspi con l’estensione ai co.co.co. prevedendo prima dell’entrata a regime “un periodo almeno biennale di sperimentazione a risorse definite”. La copertura anche da un contributo ad hoc.

Razionalizzazione incentivi all’assunzione e all’autoimpiego
Si istituisce inoltre un’Agenzia nazionale per l’impiego al cui funzionamento si provvede “con le risorse umane, finanziarie e strumentali già disponibili”.

Semplificazione delle procedure
Si punta a creare le condizioni perché si possano svolgere “esclusivamente in via telematica” tutti gli adempimenti di carattere amministrativo connessi con la costituzione, la gestione e la cessazione del rapporto di lavoro.

Ferie solidali
Si prevede la possibilità per il lavoratore che ha un plus di ferie di cederle a colleghi che ne abbiano bisogno per assistere figli minori che necessitano di cure.

Contratti di solidarietà per aumentare l’occupazione
Si punta a semplificare e ad estendere il campo di applicazione dei contratti di solidarietà potenziando l’utilizzo in chiave “espansiva”, per aumentare cioè l’organico riducendo l’orario di lavoro e la retribuzione del personale.