In questo periodo di recessione economica e di impegno di tutti per ricercare nuovi metodi di risparmio e di ridistribuzione delle risorse, l’aspetto del risparmio sanitario per mantenere il nostro sistema pubblico è basilare e più che mai deve essere diretto al rispetto dell’articolo 32 della nostra Costituzione, base del vivere comune.

Da più di 10 anni sono convinto che una delle novità che occorrerebbe inserire è il metodo di controllo delle prestazioni sanitarie su campioni randomizzati di cittadini-pazienti da me pubblicato nel 2003 e 2008. Basta la percezione del controllo per diminuire il rischio di abuso. Solo in questo modo si scoverebbero medici e aziende sanitarie che “usano” la medicina, i dubbi e le paure di chi soffre. Solo in questo modo aumenterebbe la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario con riduzione della medicina difensiva vera piaga economica (10 miliardi di euro/anno): visite, esami ed interventi eseguiti non per il bene pubblico, ma per la paura di una denuncia o peggio per il solo fine di incassare.

Ancora oggi, invece, il sistema di controllo da parte della Regione delle prestazioni sanitarie si basa sui controlli delle cartelle cliniche da parte dei Nuclei Operativi di Controllo. Un controllo puramente amministrativo che nulla ha a che vedere con il controllo clinico, questo sì giustificato per garantire il vero recupero del cittadino a fronte della spesa sociale effettuata.

Ad esempio, in una Unità Operativa di Oculistica di una struttura sanitaria regionale, i Noc hanno contestato e cassato una cartella clinica di una signora operata di cataratta a cui non era stato fatto firmare un consenso (quello ufficiale della Soi era regolarmente presente e firmato in cartella). Certamente un errore formale (peraltro inutilmente doppio), ma probabilmente nessuno ha controllato che la signora abbia recuperato la sua vista completa in quell’occhio (10/10) che giustifica ampiamente la spesa sociale. Si sono fermati alla parte burocratica non prettamente sanitaria. 

E tutti, invece, grazie a questo tipo di controlli, a mio avviso inutili e limitati, ci siamo dimenticati i casi Santa Rita, San Raffaele, Maugeri, Stamina e molti altri dove la mancanza di controlli clinici hanno portato ad un interessamento della magistratura, a volte in ritardo, per danni fino alla morte e rimborsi non motivati.

Riportiamo la sanità in mano ai medici e la salute in mano ai pazienti con controlli che garantiscano il bene ed i risparmio comune.