Spaghetti “viva i nazisti”. Bel nome per un piatto di pasta, no? No, appunto. Se ne è accorta anche Tsao Ya-sin, 24enne manager del ristorante di cucina italiana Rockmill, a New Taipei, Taiwan, che aveva scelto l’espressione di cattivo gusto per nominare uno dei primi piatti serviti nel suo menu. Motivo? La scelta è stata fatta per aiutare i clienti a fare una rapida connessione con l’ingrediente principale della ricetta, cioè la salsiccia tedesca. E che cosa c’era di meglio se non un riferimento al nazismo? Ebbene, la poco avveduta ristoratrice si è trovata costretta a un’imbarazzante retromarcia sulle sue scelte, perché il nome in questione ha scatenato un polverone.

Tutto era andato liscio per circa un anno, nessuna lamentela da parte dei clienti, nulla di strano in quell’epiteto. Anzi, il piatto era uno dei più apprezzati sulla lista, assicura. Poi, un giorno, una televisione locale manda in onda gli spaghetti e succede il patatrac. Sono intervenuti addirittura gli uffici di rappresentanza israeliani e tedeschi a Taiwan, esprimendo shock e rammarico per l’accaduto, e sottolineando la mancanza di comprensione dei fatti storici da parte dei titolari del locale.

In effetti, qualcosa deve essere sfuggito in quel del ristorante Rockmill: «Non ci saremmo mai aspettati che la parola “nazista” causasse una tale controversia» hanno dichiarato al Wall Street Journal. Questo lo avevamo sospettato. Chao Ya-hsin e il suo staff sono quanto meno corsi ai ripari: niente più Long Live Nazi Spaghetti da oggi sul menu ma, per recuperare la gaffe, solo World Champion Spaghetti.

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