Dopo i contatti con Antonio Conte per la nomina del nuovo commissario tecnico della nazionale, il neo presidente della Figc Carlo Tavecchio passa alla fase due della sua tabella di marcia, e punta a sbarazzarsi delle polemiche che hanno preceduto la sua vittoria contro Demetrio Albertini. E per gettare nel dimenticatoio le frasi razziste su “Opti Pobà” e le “calciatrici handicappate”, l’asso vincente di Tavecchio è Fiona May che, come riportato dall’Ansa, farà parte della nuova squadra della Figc.

L’ex atleta azzurra ha ribadito al presidente della Federcalcio la propria disponibilità ad assumere il ruolo di consigliere per l’integrazione e le politiche contro le discriminazioni razziali. Ma non sarà soltanto una testimonial: Fiona lavorerà personalmente a dei progetti contro la discriminazione che coinvolgeranno le scuole e i più piccoli. L’ex campionessa del mondo di salto in lungo e Tavecchio si rivedranno a fine agosto o inizio settembre per definire il percorso. L’idea di far entrare nella sua squadra una figura simbolo della lotta contro la discriminazione è un pallino dell’ormai ex numero uno della Lega Dilettanti, partorita nel pieno delle polemiche sulle frasi razziste, che hanno accompagnato le settimane antecedenti l’elezione. 

Chi invece non farà parte della nuova governance federale sarà Claudio Lotito. Adesso che è riuscito a portare Carlo Tavecchio alla presidenza della Figc, Lotito preferisce rimanere nell’ombra. Il numero uno della Lazio ha fatto sapere che non ricoprirà incarichi nella nuova Federcalcio. “E’ stata una scelta di coscienza, perché ritengo che il ruolo di una persona debba essere funzionale all’attuazione di un programma e deve essere posto in essere con spirito di servizio. Non per ricoprire incarichi e valorizzazioni di carattere personale” ha dichiarato Lotito al Tg1, motivando la decisione di non concorrere per le posizioni di vicepresidente federale e di responsabile del Club Italia.

Il grande elettore di Tavecchio è il vero vincitore della sfida per la presidenza della Figc. E’ stato proprio Lotito, insieme al presidente della Lega Pro Mario Macalli e al numero uno della Serie B Andrea Abodi, a schierarsi fin da subito con l’ex capo dei Dilettanti. Non per sport o simpatia, ovviamente, ma perché nei complicati equilibri che reggono il regno del calcio italiano, Tavecchio è l’uomo giusto che può garantire gli obiettivi del presidente della Lazio. Ma a cosa punta Lotito? Innanzitutto allo sdoganamento delle doppie proprietà (osteggiato invece da Albertini). Lotito, infatti, oltre a essere proprietario della Lazio è comproprietario della Salernitana in Lega Pro (che punta alla promozione in B). E poi c’è la questione nuovo stadio, su cui fin qui ha sempre incassato rifiuti in serie. Con la Federazione al suo fianco potrebbe finalmente spuntarla. Specie se dovesse puntare sul rinnovamento del Flaminio (attualmente in concessione proprio alla Figc).