Tavecchio-Conte: contatto. Il nuovo presidente della Figc è stato eletto da neppure 24 ore, e si è già messo a lavoro. Ha di fronte due sfide importanti già nella prima settimana: comporre la sua squadra di governo, ma soprattutto trovare un nuovo ct per la nazionale azzurra. È il primo banco di prova, fondamentale di fronte agli occhi di un’opinione pubblica ostile dopo la dura campagna elettorale. Tavecchio sa di doversi presentare con un grande nome, per farsi perdonare la frase razzista su Optì Pobà e cominciare il suo mandato col piede giusto.

E l’identikit giusto è quello di Antonio Conte: il preferito dai tifosi, il tecnico italiano più vincente in circolazione. Per questo il nuovo numero uno del pallone come primo atto della sua era ha chiamato l’ex tecnico della Juventus e ha annunciato che lo incontrerà nei prossimi giorni. “È dalla sette di questa mattina che sto lavorando”, ha spiegato all’uscita dal palazzo di via Allegri. “Sì, ho sentito Conte”, (ma anche altri, tre- quattro, ha aggiunto). “No, non ho ancora avuto una risposta, sennò ve l’avrei detto. Sono in attesa”, ha concluso. Un primo abboccamento, dunque. Abbastanza positivo, secondo le indiscrezioni, perché nelle ultime settimane sembrava che l’ex bianconero fosse poco interessato ad un incarico da ct, e invece adesso già la pausa di riflessione lascia ben sperare.

C’è da parlare di soldi, ma soprattutto di ruoli. A Torino Conte percepiva circa quattro milioni di euro l’anno: per sedere sulla panchina azzurra dovrà tagliarsi (e di molto) lo stipendio, perché il budget a disposizione della Federazione è limitato (il “super-contratto” di Prandelli che tanto aveva fatto discutere era di poco superiore al milione e mezzo di euro). Questo è un primo ostacolo, ma pare superabile. Perché il tecnico originario di Lecce ama le grandi sfide: e l’Italia certamente lo è, oltre a rappresentare un riconoscimento unico nella carriera di un allenatore. Piuttosto, potrebbero essere le garanzie tecniche a fare la differenza. Per accettare Conte vorrebbe un incarico a tutto tondo: non solo semplice selezionatore, ma coordinatore di tutte le nazionali con più spazi di lavoro nel corso dell’anno (senza diktat da parte dei club). Le stesse richieste avanzate da Prandelli qualche mese fa al momento del rinnovo, cui la Federazione aveva acconsentito senza totale convinzione. Ma adesso la situazione è decisamente cambiata. Conte ci pensa. Tavecchio lo aspetta con fiducia, sarebbe l’uomo giusto per rilanciare la nazionale (e la sua immagine). L’attesa, comunque, non durerà molto: il presidente annuncerà il nuovo ct entro lunedì 18 agosto.

E per questo si cautela con delle possibili alternative. Ha chiamato altri “tre-quattro allenatori”, non è impossibile immaginare chi siano. Quasi sicuramente Alberto Zaccheroni e Antonio Cabrini: il primo, reduce dall’avventura in chiaroscuro in Giappone, ha grande esperienza nazionale e internazionale (anche se da anni non ricopre incarichi di prestigio); il secondo sarebbe la classica soluzione interna, e ha già lavorato con Tavecchio (dal 2012 è il ct della nazionale femminile, di competenza della Lega Dilettanti). Entrambi firmerebbero quasi in bianco, potrebbero anche allenare in coppia (ma certo riscalderebbero poco l’entusiasmo dei tifosi). Sullo sfondo restano invece altri nomi: Roberto Mancini è l’alternativa di lusso, ma costa tanto e non piace a Claudio Lotito (principale sponsor di Tavecchio) con cui ha avuto aspre divergenze in passato; possibile anche la pista che porta a Francesco Guidolin, il profilo giusto per un progetto di ampio raggio centrato sui giovani. Più defilato Luciano Spalletti, attitudine al bel gioco ma stipendio da top allenatore (allo Zenit prendeva quattro milioni netti l’anno). Tutti, comunque, dietro ad Antonio Conte. Carlo Tavecchio punta su di lui, sperando di ricevere un sì per aprire col botto la sua era.

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