Dopo una notte trascorsa con i fedelissimi, si incontreranno. Anche se ancora non è stata definita l’ora, molto probabilmente per “colazione” intorno alle 11, sarà il giorno dell’incontro clou, quello che vedrà per la quarta volta uno di fronte all’altro il presidente del Consiglio Matteo Renzi e l’ex Cavaliere Silvio Berlusconi. Un incontro che farà il punto in particolare sulle modifiche all’Italicum, la nuova legge elettorale approvata lo scorso 12 marzo in prima lettura alla Camera. La partita più difficile sarà quella del capo del governo. Da una parte ha Berlusconi che non ha alcuna intenzione di accettare qualsiasi cosa gli proponga il Pd: anzi, a Renzi la farà sudare e forse gli risponderà addirittura dopo le vacanze. Dall’altra ha Alfano e gli altri partiti piccoli che vanno sempre più in pressing e infatti il premier e il leader di Ncd si sono visti poche ore prima del “Nazareno 4”. Tanto che Nunzia De Girolamo ha esultato definendola ormai un’intesa a tre. 

Nessuna discussione sulle questioni economiche, nessun suggerimento richiesto dal premier a Berlusconi in vista dell’ormai annunciato autunno caldo, che per dirla con il capogruppo a Montecitorio Renato Brunetta costringerà l’esecutivo a una manovra correttiva da 20-25 miliardi. Il vertice tra i due, riferisce al fattoquotidiano.it una parlamentare forzista delle prime linee, “avrà al centro soltanto la legge elettorale”. Non verterà “sulle televisioni del Cavaliere, né tantomeno sulla giustizia, o sull’appoggio esterno su cui tanto vi divertite a scrivere”. Tutto congelato al momento, è l’ordine di scuderia che viene spifferato dai quartier generali di Renzi e Berlusconi. Del resto, è il ragionamento che si lascia scappare una parlamentare forzista, “magari sotto Ferragosto, quando le luci della politica saranno spente e gli italiani saranno al mare, i due si incontreranno e discuteranno proprio di quegli argomenti tabù: la giustizia e le televisioni”.

Domani sarà il giorno delle riforme costituzionali, “dell’inizio di un cambiamento che abbiamo portato avanti noi di Forza Italia e il Pd di Renzi”. Un cambiamento che il duo “Bierre” (copyright Rino Formica) vorrà completare con la riforma della legge elettorale. Non importa, insomma, che oggi un partito come il Ncd di Angelino Alfano, che è pur sempre un membro autorevole del governo, abbia voluto incontrare il premier per ragionare sulle modifiche da apportare all’Italicum, chiedendo a gran voce che le soglie di sbarramento siano del 2% per i coalizzati e del 4% per i non coalizzati. Stando ad un parlamentare democratico, “era doveroso che Matteo incontrasse Alfano, ma poi la mediazione si farà con Berlusconi”. 

Già, Berlusconi. L’inquilino di Palazzo Grazioli, stando ai renziani di primo rango, si è ritagliato “il ruolo di padre nobile delle riforme, facendo dei passi in avanti”. Cedendo, ad esempio, sulla reintroduzione delle preferenze al netto dei capilista che saranno bloccati. Eppure l’ex Cavaliere non intende cedere più di tanto sulle soglie di sbarramento che dal 4,5% potranno passare al massimo 4% per i coalizzati, e dall’8% al 6% per i non coalizzati. Un diktat che si mette di traverso rispetto alle richieste del ministro dell’Interno. L’obiettivo di Berlusconi, infatti, sembra essere quello di evitare che Angelino Alfano e i micro partitini centristi (Per l’Italia, l’Udc) possano andare da soli. E che possano poi trattare separatamente con il centrosinistra, applicando la politica dei due forni di democristiana memoria. “O dentro, o fuori: o si alleano con noi, o resteranno fuori dal parlamento”, è una delle affermazione che ripete con più insistenza in queste ore Berlusconi ai suoi. Un’affermazione che l’ex premier ripeterà senza nascondersi al presidente del Consiglio. Non prima, però – assicurano dentro Forza Italia – di sussurargli all’orecchio: “Se la situazione economica dovesse peggiorare potremo andare insieme alle prossime elezioni e proporre al Paese un governo istituzionale”. Con premier “Matteo” e padre nobile “Silvio”. Fantapolitica? 

Twitter: @GiuseppeFalci