E alla fine il Banco Espírito Santo non esiste più. Nonostante le rassicurazioni del primo ministro Pedro Passos Coelho, del ministro delle finanze Maria Luis Albuquerque e dello stesso Banco del Portugal. Domenica sera il governatore della Banca del Portogallo Carlos Costa ha detto senza mezzi termini che la banca, da diversi mesi al centro di una crisi che ha scosso i mercati di tutta Europa, è in una situazione di “grave squilibrio finanziario”. E ha bisogno di un salvagente da 4,9 miliardi. Che arriveranno in teoria dal Fondo per la risoluzione delle crisi bancarie, creato nel 2012 su richiesta della troika (Ue, Fondo monetario internazionale e Bce) e alimentato dalle banche stesse, ma in pratica, per 4,4 miliardi, saranno anticipati dallo Stato portoghese. Si tratta di un prestito, hanno chiarito le autorità di Lisbona, che dovrà essere rimborsato con i proventi della vendita delle attività dell’istituto. I soldi, attinti dai 6 miliardi avanzati dal programma di aiuti internazionali al Paese, finiranno infatti in una “banca ponte”, il Novo Banco, che conterrà la parte ancora in salute del Bes (depositi, uffici e impiegati) e verrà a un certo punto ceduta a investitori privati. Dall’altra parte rimarrà la bad bank, il Bes, con tutte le attività tossiche inclusi i titoli di debito ad alto rischio del gruppo Espírito Santo, in attesa di essere liquidato. La “banca cattiva” resterà nelle mani degli azionisti e dei creditori non privilegiati, che saranno chiamati ad “assumere le perdite” derivanti “da un’attività bancaria che non hanno controllato sufficientemente”, come ha annunciato ieri sera il ministero delle Finanze. La Commissione europea ha dato il via libera al piano di salvataggio, valutando la creazione di una nuova società depurata dagli asset tossici compatibile con le normative Ue sugli aiuti di Stato. Secondo Bruxelles la creazione della banca ponte servirà “a proteggere i correntisti e gli altri clienti” dell’istituto di credito portoghese. 

Salvando la banca, messa in difficoltà dai problemi finanziari della famiglia, il governo cerca di evitare che la crisi contamini l’intero settore finanziario del Portogallo, nonché d’Europa. “Era urgente adottare una soluzione per garantire la protezione dei depositi ed assicurare la stabilità del sistema bancario”, ha dichiarato Carlos Costa, parlando di un “rischio di cessazione dei pagamenti” da parte di Bes che “avrebbe messo in pericolo il sistema finanziario nazionale”. Perde tutto la famiglia Espírito Santo e perdono anche Credit Agricole (17%) e la banca brasiliana Bradesco (3%), però ci rimettono anche tutti i piccoli soci e risparmiatori che hanno acquistato parte del debito subordinato e non sono riusciti a fuggire in tempo. In virtù delle nuove regole europee, infatti, gli azionisti ed i creditori non privilegiati sono chiamati per primi a mettere mano al portafoglio.

L’intervento statale arriva tre giorni dopo la rivelazione dei conti semestrali, chiusi con un rosso di 3,57 miliardi di euro. Un default avrebbe avuto un impatto pesante sull’intera economia del Portogallo. Una trovata “geniale e vergognosa”, spiegano oggi molti analisti sulle pagine dei primi quotidiani di Lisbona. Criticando le affermazioni della Banca del Portogallo secondo la quale la soluzione non danneggerà i contribuenti in quanto il prestito sarà temporaneo. Il denaro preso dall’ultima tranche di aiuti della troika per il salvataggio del Portogallo dovrà essere “restituito con tanto di interessi”, ricordando in molti. Polemiche anche sul comportamento del primo ministro, accusato di essersi nascosto dietro la vigilanza della banca centrale (la quale peraltro solamente qualche giorno fa aveva ipotizzato una ricapitalizzazione da parte di investitori privati). Non una parola infatti è arrivata dal governo: mentre Costa annunciava la soluzione per il Bes, Coelho si trovava in vacanza. Il primo commento di Vitor Bento, nuovo amministratore delegato del Bes, ora Novo Banco, è stato invece laconico: “Le incertezze sono state rimosse: adesso la banca sarà più forte e più sicura di prima”.

Twitter @si_ragu