Il 31 ottobre 1517 Martin Lutero affisse 95 tesi sul portone della Chiesa di Wittenberg, per protestare contro la vendita delle indulgenze. Il 30 luglio del 2014 don Emidio Cipollone ha appeso un solo messaggio sulla porta della sede vescovile di Ortona (Chieti), per protestare contro la seconda multa rifilatagli nel giro di un anno. “Causa multe, oggi è l’ultima volta che ricevo ad Ortona. Naturalmente resto sempre a disposizione di tutti nella Curia di Lanciano che, lo ricordo, mercoledì è chiusa. Don Emidio, vescovo”.

Il motivo della contravvenzione è sempre lo stesso: divieto di sosta. L’arcivescovo di Ortona-Lanciano ha infatti parcheggiato la sua auto dove mai si dovrebbe: di fronte alla Curia, “sotto casa”, nonostante un cartello minacciasse la rimozione forzata. Nel bel mezzo dell’area pedonale estiva. Con aria ridente, l’arcivescovo Cipollone dice che lo rifarebbe: “A questo punto resterò a Lanciano. Sempre disponibile per i fedeli di Ortona che verranno a Lanciano”.

Lanciano dista da Ortona 33 minuti di macchina se non c’è traffico. “Per quanto riguarda tutte le iniziative, io sarò sempre presente: purché chi le organizza mi venga a prendere e mi riporti a Lanciano”. Pullman o car-sharing non fanno per lui. Obiettano i maligni: ma se proprio a poche decine di metri dalla “casa del vescovo” ci sono parcheggi gratuiti, dove è facile e lecito posteggiare. Due passi a piedi e i “perfidi fischietti” lo avrebbero risparmiato. “Non sapevo della multa, o meglio, ho appreso a posteriori” spiega a ilfattoquotidiano.it il comandante dei vigili urbani di Ortona, il maggiore Alessandro Poeta. E come ha reagito, comandante? “Nessuna reazione”. Don Emidio si è offeso, e non poco. “Nessuna opinione in merito”.

Le multe e le regole della strada non sono uguali per tutti? “Sì, certo”. Vi siete sentiti lei e il sindaco? “Sì, ci siamo sentiti”. Cosa si sente di dire all’arcivescovo? “Se vengo a conoscenza di qualunque norma che esenti sua Eminenza dall’osservanza della norma – dice ancora a ilfattoquotidiano.it il comandante Poeta – sarò pronto a proporre a sua eccellenza il prefetto l’annullamento del verbale, e a porgere le mie scuse a sua Eminenza”.

Arcivescovo dal 2010, don Cipollone ha in testa anche il mandante, il “Peppone” della situazione: “Ho chiesto più volte di avere un’autorizzazione per i servizi attinenti il mio ministero, e mi è stata negata perché non sono residente nel centro storico di Ortona”. Il sindaco Vincenzo D’Ottavio fa penitenza: “Mi dispiace tanto per quanto è accaduto. Spero che sua eccellenza ci ripensi”. E garantisce un’ordinanza che autorizza il presule a parcheggiare liberamente per tutto l’anno. “E’ stato un episodio increscioso – continua il primo cittadino – Mi sono preoccupato di far redigere un documento in cui si dava la possibilità al nostro vescovo di sostare davanti alla Curia, tenendo conto del suo ruolo nella nostra Arcidiocesi”. “Ritenevo quindi che la questione fosse risolta. E invece vengo a sapere della seconda multa. Il fatto mi ha irritato molto, anche perché è stata disattesa una mia direttiva al riguardo”. “Stimatissimo Don Emidio, ci ripensi: serve così tanto alla nostra comunità”. Il sindaco lascia intendere che l’autorizzazione al parcheggio sotto-curia dell’auto ci fosse già.

Il maggiore Alessandro Poeta smentisce. Forse qualche vigile non ha riconosciuto targa e modello e ha rifilato l’ennesimo verbale sul tergicristalli a don Cipollone. O magari sapeva benissimo di chi era quella macchina, ma ha proceduto lo stesso. Chi l’ha elevata, insomma, la multa della discordia? “Un mio collaboratore” taglia corto il comandante della Polizia locale di Ortona. Intanto il manifesto di Don Emidio Cipollone è virale sui Social. Chissà se Papa Francesco lo ritwitterà.