Alitalia-Ethiad sulla rampa di lancio. Il consiglio di amministrazione della compagnia italiana ha approvato la proposta di alzare l’aumento di capitale fino a 300 milioni di euro, superando così la delibera dell’assemblea dello scorso 25 luglio che fissava il tetto a 250 milioni. Convocata quindi per l’8 agosto una nuova riunione dei soci per l’approvazione definitiva della manovra che porterà alle nozze col gruppo arabo. Ma secondo quanto riportato dal Messaggero la somma in gioco è destinata a salire oltre quota 800 milioni. In particolare il quotidiano del gruppo Caltagirone sostiene che la discussione sull’operazione strategica con il partner di Abu Dhabi e la connessa ristrutturazione dell’indebitamento finanziario della compagnia sarà al centro della parte ordinaria dell’assemblea dell’8. A seguire la parte straordinaria con appunto l’incremento dell’importo dell’aumento di capitale cui va aggiunta una ricapitalizzazione a pagamento funzionale alla ristrutturazione dell’indebitamento finanziario di cui alle deliberare della parte ordinaria. Aumento da offrirsi in opzione ai soci per un importo almeno di 550 milioni comprensivi di sovrapprezzo, scindibili (se si dovesse raccogliere meno, l’operazione è ugualmente valida).

L’operazione, scrive ancora il Messaggero, sarà eseguita in tre tranche ciascuna scindibile: la prima di almeno 200 milioni, la seconda di almeno 215 milioni, la terza di almeno 135 milioni. A fronte delle tre tranche verranno emesse altrettante categorie di azioni dotate di differenti diritti. I soci saranno chiamati di conseguenza, a modificare lo statuto anche per prevedere le nuove tipologie di titoli. Uscendo dalla sede della compagnia al termine della riunione del consiglio di amministrazione l’amministratore delegato Gabriele Del Torchio ha in ogni caso fatto sapere che “è arrivata la risposta di Etihad. Sono contento, va tutto bene, dobbiamo fare approfondimenti, ma è positiva”.  Gli ha subito fatto eco a distanza il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi: “Ho visto la lettera. E’ molto positiva. Mancano alcuni dettagli sui quali mettersi d’accordo. Ma è stata fissata la data per la firma: l’8 agosto. In questa settimana si lavorerà per mettere a posto gli ultimi dettagli”.

Intanto la compagnia ha aperto le procedure di mobilità per 2.171 dipendenti dell’ex compagnia di bandiera e dell’AirOne, come previsto dall’accordo per 2.251 esuberi. Gli altri 80 addetti hanno infatti già cessato il rapporto di lavoro. Per quanto riguarda il personale di Alitalia, la procedura interessa 1.590 addetti di terra, 126 piloti e 420 assistenti di volo a cui bisogna aggiungere i 35 dipendenti di terra di AirOne. Ora si passa alla fase di confronto in sede aziendale, che probabilmente porterà a breve, anche se teoricamente i giorni a disposizione sono 25, alla firma di un verbale di mancato accordo, visto il no della Filt Cgil all’accordo quadro del 12 luglio sugli esuberi. A questo punto tutto viene spostato al ministero del Lavoro dove la trattativa sarà abbreviata a 5 giorni (la durata standard è di massimo 35 giorni), come previsto sempre dall’intesa di metà luglio. Completato il passaggio in sede ministeriale scatta la procedura stabilita dall’accordo che prevede l’avvio di una prima fase durante la quale i lavoratori che possono volontariamente accettare di uscire dall’azienda, con un incentivo all’esodo di 10mila euro lordi. Il numero di chi lascia l’azienda dovrà essere individuato entro il 10 settembre e il 15 dello stesso mese si concluderà l’iter. Seguirà una seconda fase per il resto del personale che ha rifiutato la mobilità. L’intesa raggiunta ormai più di due settimane fa, prevede 616 ricollocati nel perimetro aziendale e 681 esternalizzati entro il 31 dicembre 2014. Per gli altri 954 verrà sperimentato il contratto di ricollocamento.