A due anni e mezzo dal suo mandato di sindaco di Parma, nella maggioranza Cinque stelle di Federico Pizzarotti si apre una crepa. Questione di ore e probabilmente Mauro Nuzzo, eletto in consiglio comunale con il Movimento e un tempo tra i fedelissimi del primo cittadino, verrà espulso dal gruppo. Questa, almeno, è la volontà degli altri consiglieri di maggioranza, anche se l’espulsione non è stata ancora ufficializzata. Quello che è certo è che sul sito dell’associazione Parma in Movimento, che raggruppa attivisti Cinque stelle ed eletti, è partita una consultazione online per decidere delle sorti del consigliere. Si chiede la sua espulsione per motivi precisi, che vanno dalla sua astensione sulla votazione del bilancio preventivo 2014 alla sua mancata partecipazione da mesi al lavoro della maggioranza, fino alla poca chiarezza riguardo le sue posizioni, spesso in discrepanza con le scelte dell’amministrazione.

La rottura con il consigliere Nuzzo rappresenta la prima frattura all’interno della maggioranza Cinque stelle. La tensione era nell’aria da tempo, fin da quando il consigliere aveva lasciato il suo incarico di presidente della commissione Cultura in polemica con la politica dell’assessore Laura Ferraris. Nelle ultime sedute consiliari spesso Nuzzo aveva fatto interventi che denunciavano la mancanza di aderenza ai principi Cinque stelle nelle decisioni del sindaco, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la votazione del bilancio preventivo 2014, un documento cruciale per la giunta, che Nuzzo si è rifiutato di votare, unico della maggioranza ad astenersi. Il capogruppo Marco Bosi aveva avvertito che il voto del bilancio sarebbe stato un momento fondamentale per capire “chi sta in maggioranza e chi no”. Un avvertimento che durante la seduta era stato esplicitato anche dal presidente del consiglio comunale Marco Vagnozzi: “Se vota in maniera difforme al suo gruppo nel bilancio di previsione, lei si assume la responsabilità di uscire dalla maggioranza”. Nuzzo era andato avanti per la sua strada, dissentendo sulle scelte dell’amministrazione: “Il mio intervento vuole essere un contributo alla maggioranza, se poi la maggioranza deciderà che per questa voce critica io debba essere espulso, ne prenderò atto”.

All’indomani del consiglio però, il resto del gruppo ha avviato le pratiche per l’espulsione, lasciando la decisione alla base. Sono 47 gli attivisti (su circa 74 iscritti all’associazione Parma in Movimento) che dovranno esprimersi sul comportamento del consigliere e stabilire se potrà o meno continuare a far parte della maggioranza in consiglio comunale. “Cercheremo di dare tempo a tutti di votare, a questo punto non potevamo fare altrimenti. È Nuzzo che si è tirato fuori dalla maggioranza e da mesi ha scelto di non lavorare più con noi” ha spiegato il capogruppo Marco Bosi. Ma la posizione di Nuzzo è ben diversa: “Da un’amministrazione Cinque stelle non mi aspetto che metta a posto i conti, facendo pagare ai cittadini – ha detto al fattoquotidiano.it – Mi possono espellere dalla maggioranza, ma non dal Movimento, perché io ho sempre seguito quei principi. Sarà il primo caso in cui ci saranno Cinque stelle in maggioranza e in opposizione”. Non è detto però che Nuzzo possa continuare a utilizzare il simbolo del Movimento, visto che l’autorizzazione a parlare per conto dei Cinque stelle è data solo al gruppo degli eletti. Ma su questo potrebbe essere lo stesso Beppe Grillo a esprimersi.

Al consigliere intanto è arrivata la solidarietà degli Amici di Beppe Grillo, il gruppo di attivisti “dissidenti” che a giugno si era staccato dal resto della base in polemica con le politiche dell’amministrazione Pizzarotti. “In queste ore si sta votando sul portale segreto di Parma in Movimento per espellere Nuzzo dalla maggioranza consiliare, senza però fornire spiegazioni sufficienti agli attivisti per poter effettuare una valutazione di merito. Per esempio, non si fa riferimento alle motivazioni che il consigliere Nuzzo ha esposto in consiglio comunale per giustificare le sue astensioni. Motivazioni in linea con M5S, tra l’altro”. I dissidenti condannano la decisione presa da Pizzarotti e dai suoi, e inoltre fanno notare che “quando furono espulsi i senatori di M5S, da Parma si levò un grido di protesta contro quello che fu ritenuto un ingiusto processo. Oggi invece l’espulsione immotivata di Nuzzo va bene perché fa comodo al sindaco?”