La Procura di Brescia ha chiesto al gip la sospensione dal servizio per due mesi per il pm di Milano Ferdinando Esposito, figlio del giudice Antonio Esposito presidente del collegio della Cassazione che il primo agosto 2013 ha condannato in via definitiva Silvio Berlusconi a 4 anni per il caso Mediaset. Il pm è indagato dai magistrati bresciani, competenti per i reati commessi dai loro colleghi milanesi, con l’accusa di induzione indebita, reato introdotto dalla legge anticorruzione del 2012. La notizia è anticipata dal Corriere della Sera. Sulla misura cautelare di interdittiva il gip di Brescia deciderà dopo aver sentito magistrato in un interrogatorio fissato il 6 agosto.

L’inchiesta nasce dall’esposto depositato alcuni mesi fa dall’avvocato piacentino Michele Morenghi, che in passato era amico del pm. Morenghi lo ha chiamato in causa per una vicenda di prestiti non restituiti che però, come ricostruisce il ‘Corriere’, non hanno rilievo penale. Secondo l’accusa, invece, il pm avrebbe indotto indebitamente Morenghi a pagargli l’affitto di una casa a Milano, paventandogli la possibilità che un’attività che l’avvocato aveva intenzione di aprire nel settore della commercializzazione di integratori alimentari avrebbe potuto finire dentro qualche inchiesta.

Morenghi, tra le altre cose, ha raccontato anche che il pm il 22 maggio 2013 andò ad Arcore da Berlusconi, “in uno dei momenti di massimo attrito tra l’ex premier e la sede giudiziaria milanese”, osserva il Corriere. E cioè “pochi giorni dopo la requisitoria Ruby (13 maggio), la condana in appello sui diritti tv (8 maggio) e il rigetto della Cassazione della richiesdta di Berlusconi di portar via i processi di Milano (6 maggio).

Secondo il quotidiano, Esposito avrebbe spiegato ai magistrati che lui in quell’occasione si era recato a Villa San Martino per discutere di un proprio impegno in politica o di un eventuale incarico al Ministero della Giustizia.