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Torre Annunziata: dopo le accuse del procuratore, indagati due consiglieri del Pd per un caso di “rimborsopoli”

Il Gip: "Potente spreco di denaro pubblico per fatti di grave allarme sociale". Sequestrati 18mila euro. Nei giorni scorsi si era dimesso il sindaco Cuccurullo e pende una proposta di scioglimento per camorra
Torre Annunziata: dopo le accuse del procuratore, indagati due consiglieri del Pd per un caso di “rimborsopoli”
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Si avvicina a larghe falcate la resa dei conti a Torre Annunziata, attraversata dalle dimissioni del sindaco Corrado Cuccurullo (diventeranno irrevocabili il 25 maggio, salvo ripensamenti) dopo le accuse del procuratore Nunzio Fragliasso sulle zone d’ombra della sua amministrazione. Mentre pende al Viminale una proposta di scioglimento per camorra.

Nelle scorse ore si è avuto conferma del livello di inquinamento del contesto comunale, sul quale era intervenuto Fragliasso, sia in pubblico, durante la cerimonia di demolizione di Palazzo Fienga, che nel segreto di una audizione del comitato della commissione parlamentare anticamorra. La procura oplontina e la Guardia di Finanza hanno infatti eseguito un decreto di sequestro di oltre 18 mila euro che rivela la nuova tegola giudiziaria precipitata sull’amministrazione Cuccurullo. Sono entrambi del Pd, il capogruppo Fabio Giorgio e Gaetano Ruggiero, i consiglieri comunali indagati insieme una terza persona, sindacalista e padre di Giorgio. Ai tre vengono contestati, a vario titolo, i reati di truffa ai danni del Comune, falsità ideologica e falsa attestazione a un pubblico ufficiale sulle qualità personali proprie.

Il decreto racconta la storia di una ‘rimborsopoli’, carte e attestazioni truccate per truccare i rimborsi e i gettoni dei due consiglieri, uno dei quali, Giorgio, assunto solo fittiziamente come distaccato di un sindacato a Civitavecchia, e solo per lo scopo di gonfiare le cedole.

L’indagine è scattata dopo la denuncia del segretario generale di Torre Annunziata e le sue segnalazioni al sindaco. Riguarda i gettoni di presenza e i rimborsi erogati dal Comune. Secondo quanto emerso dalle indagini dei militari, i reati risalgono dal primo aprile 2025 al 31 luglio 2025, e dall’ottobre 2024 all’ottobre 2025. Giorgio, capogruppo del Pd, si era dimesso dopo le dichiarazioni di Fragliasso durante l’opera di demolizione di Palazzo Fienga, l’ex fortino della camorra a Torre Annunziata.

In sostanza, secondo l’accusa, gli indagati avrebbero ottenuto rimborsi dal Comune per spese fantasma, simulando di essere impegnati in attività sindacali a 300 km di distanza o di dover utilizzare mezzi pubblici per recarsi alle riunioni delle Commissioni consiliari. La vicenda, scrive il gip nell’ordinanza, è “emblematica di una condizione di irregolarità così palmare ed evidente da essere denunciata in un documento che il Segretario comunale inviava all’attenzione in primis del sindaco del Comune di Torre Annunziata, cui segnalava uno sperpero del denaro comunale in ragione anche di rimborsi richiesti ed ottenuti dai consiglieri”. Il segretario generale, si ricostruisce nell’ordinanza, ha denunciato “un potente spreco di denaro pubblico” e ha segnalato “al sindaco, al presidente del Consiglio comunale e ai presidenti delle Commissioni consiliari gli eccessivi costi sostenuti nel primo quadrimestre dall’Ente comunale per le sedute delle Commissioni Consiliari (94.293,10 euro) e per i rimborsi (12.347,82 euro), evidenziando la necessità di un regolamento che disciplinasse le attività delle Commissioni Consiliari che ne limitasse i costi”.

Secondo il gip che ha autorizzato il sequestro, i fatti sono “di estremo allarme sociale, in quanto sono contestate (e risultano effettivamente sussistenti) condotte truffaldine poste in essere da parte di consiglieri comunali del Comune di Torre Annunziata i quali, tradendo il fine della propria funzione e in evidente spregio dell’incarico pubblico rivestito, piegavano il predetto incarico a fini privati, chiedendo e ottenendo dall’ente rimborsi relativi a spese in realtà non sostenute e quindi loro non spettanti”.

Tra le criticità segnalate anche la convocazione giornaliera delle commissioni (dal lunedì al venerdì) in modo che alcuni consiglieri, sempre convocati, ottenevano assenze giustificate dal posto di lavoro, con la conseguenza che il Comune emetteva il rimborso che spettava di diritto ai datori privati di lavoro. Nell’ultimo semestre “incriminato”, secondo la denuncia del Segretario generale, le commissioni andavano anche deserte per mancanza di numero legale, a quel punto saltava il gettone di presenza, ma restava il diritto al permesso dal lavoro retribuito.

“Sebbene si tratti di circostanze che allo stato – si legge nell’ordinanza – esulano dal merito del presente procedimento, la denuncia da parte del Segretario Comunale di meccanismi poco trasparenti inerenti la convocazione delle commissioni consiliari era estremamente dettagliata anche con riferimento al merito di quelle convocazioni”, come, per esempio, l’oggetto delle Commissioni: argomenti generici o non di competenza.

Altri tre consiglieri comunali e un ex assessore, sono sotto processo (prossima udienza il 17 giugno) con l’accusa di avere reso al Comune false dichiarazioni sulla inesistenza di cause di incompatibilità. Avrebbero dichiarato falsamente al Comune di non avere un debito liquido ed esigibile per imposte, tasse e tributi nei confronti del Comune stesso, sebbene al contrario avessero un debito che costituiva causa di incompatibilità rispetto alla carica rivestita, e avessero ricevuto la notifica dell’avviso di accertamento. Anche in questo caso la denuncia è stata dell’ex segretario generale del comune di Torre Annunziata. Successivamente alla dichiarazione mendace i tre consiglieri comunali hanno saldato il proprio debito con il Comune.

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