Lo aveva promesso via Twitter nei giorni scorsi ed è stato di parola. Domenico Luca Scordino, Consigliere di gestione della Siae, ha risposto alle dieci domande poste alla Società autori ed editori, da questo stesso blog, nei giorni scorsi.

 

Mi sembra corretto procedere alla pubblicazione integrale delle risposte senza alcun commento, così da dar modo ai lettori di formarsi un proprio autonomo convincimento.
Il Consigliere Scordino, nel rispondere, mi pone, a sua volta, cinque domande.
Domani le mie risposte, commenti e fact checking sulle risposte della Siae.
Qui la versione integrale della comunicazione ricevuta dall’Avv. Scordino al quale va il mio ringraziamento per l’apertura al dialogo ed al confronto.

Alla c.a. dell’avv. Guido Scorza
 
Come anticipato, mi offro volentieri per rispondere alle 10 domande proposte. Per semplicità, ho ritenuto utile trascrivere ogni singola domanda e poi rendere la relativa risposta.
 
1. Quanti milioni di euro Siae stima di trattenere per sé, a titolo di “rimborso dei costi di gestione”, ogni anno, sugli oltre 150 milioni di euro che incasserà a titolo di equo compenso per copia privata?
Va premesso che non è allo stato possibile avere certezze sul futuro ammontare dell’equo compenso. I 150 milioni indicati nella domanda (richiamati anche in domande successive) non trovano ad oggi alcun riscontro.
Del resto, nel Decreto 20 giugno 2014 convivono tariffe modificate in aumento e altre modificate in diminuzione (ed è bene ricordarlo). Ciò detto, ai sensi dell’art. 71-octies della L. 633/1941, la S.I.A.E. “provvede a ripartir[e] [il compenso ad essa corrisposto] al netto delle spese”.
E questo è ciò che accade. Le spese sostenute da S.I.A.E. riguardano tutte le attività svolte nel corso dell’intero processo (di front office e back office) relativo alle diverse fasi di incasso, accertamento e ripartizione del compenso.