Caso Ranucci-Rai, il Tribunale del lavoro si riserva sul ricorso per il reintegro alla conduzione di Report
Nulla di fatto. Il giudice del Tribunale del lavoro di Roma si è riservato di decidere sul ricorso urgente presentato da Sigfrido Ranucci contro la rimozione dalla conduzione di Report decisa dalla Rai a fine agosto. Al termine dell’udienza il giornalista ha lasciato il tribunale in auto senza rilasciare dichiarazioni.
Presente anche il direttore degli Approfondimenti Rai Paolo Corsini, che si è fermato a parlare coi cronisti: “Ero venuto qui come persona informata sui fatti, se il giudice avesse voluto sentirmi” ma a quanto si apprende non è stato ascoltato nell’udienza di questa mattina. “Il giudice è in camera di consiglio – ha detto l’avvocato Maurizio Santori, uno dei legali che rappresenta la Rai – deciderà se fare una prova orale o darci un termine per note per esplicitare meglio le nostre difese”. Ad assistere Ranucci era presente il collegio dei giuslavoristi, composto dai professori Franco Focareta e Franco Scarpelli e dall’avvocato Stefano Rossi, che operano all’interno del più ampio team di legali dello Studio Devitalaw coordinato dal professor Roberto De Vita. Nel ricorso del giornalista si contestano le motivazioni del provvedimento della Rai, ritenute carenti, il demansionamento e la discriminazione e si chiede il reintegro di Ranucci in conduzione in tempo utile per la prima puntata Report.
I legali di Ranucci aveva depositato il ricorso urgente per chiedere “al Tribunale di accertare, in sede cautelare, l’illegittimità del provvedimento e di ordinarne la revoca, con l’immediata reintegrazione di Ranucci nelle funzioni di autore e conduttore di Report”. La mossa era stata adottata “anche in considerazione di due scadenze imminenti: il 27 settembre, termine entro il quale Ranucci dovrebbe scegliere una delle tre diverse posizioni professionali proposte dalla Rai, e l’8 novembre, data prevista per l’avvio della nuova stagione di Report”.