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Renzi risponde a Conte: “Non devo dare garanzie. Facciamo un contratto alla tedesca”

Il leader di Iv alla Leopolda: "Ho bisogno di portare voti con paletti chiari. Se il centrosinistra litiga e perde le elezioni è da rinchiudere". E lancia Calabresi sindaco di Milano
Renzi risponde a Conte: “Non devo dare garanzie. Facciamo un contratto alla tedesca”
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La risposta a Giuseppe Conte e l’appoggio a Mario Calabresi come candidato sindaco di Milano. Nel secondo giorno della Leopolda – quello che ospita sul palco anche l’ala riformista del Pd e Fedez – Matteo Renzi rilancia il “contratto alla tedesca” come passepartout per accreditarsi nel campo largo. Lo fa ribattendo al leader del Movimento Cinque Stelle che venerdì, replicando a Elly Schlein, aveva sostenuto che l’eventuale presenza di Italia Viva in coalizione sarebbe stata una responsabilità della segretaria del Pd: “Se ne farà garante”, le sue parole.

“Clint Eastwood diceva: ‘Se vuoi una garanzia, comprati un tostapane’. La politica non si fa sulla base dei rapporti personali, si fa sulla base delle idee. Allora io dico a Conte e a tutti gli altri: se volete stare su discussioni di merito, noi ci siamo. Magari con un contratto alla tedesca”, ha ribattuto Renzi dall’ex stazione di Firenze. “Continuare a litigare nel centrosinistra – ha aggiunto – significa regalare il Paese alla Meloni e regalare il Quirinale alla Meloni”. Quindi ha sottolineato: “Non ho bisogno di dare garanzie: ho bisogno di portare i voti in una scommessa che abbia chiari i paletti per tutti, e quindi che nessuno possa permettersi di uscire da questi paletti”.

La sua soluzione? Il “contratto alla tedesca” per fare sintesi, così “sappiamo cosa fai tu, quando lo fai, perché lo fai e in che tempi”. Il contratto alla tedesca è un accordo politico in cui le diverse forze che decidono di governare insieme negoziano un documento comune nel quale fissano gli obiettivi principali. E poi ha aggiunto ancora: “Smettiamola con queste discussioni interne che lasciano il tempo che trovano”. Il numero uno di Iv ha parlato dei vari posizionamenti come di “scaramucce tra leader” che andrebbero “lasciate da parte”: “Dopo quattro anni di governo Meloni, le famiglie sono più povere, la gente se ne va, ci sono meno soldi in tasca, le bollette e i mutui costano di più. Preoccupiamoci dei problemi delle famiglie. Io sto in un centrosinistra che sia l’alternativa al centrodestra”.

“Per questo in questo momento – ha continuato – penso che, prima di ragionare di chi guiderà, chi decideranno le primarie, sia importante ragionare di idee – ha aggiunto -. Io voglio un centrosinistra riformista, garantista, poi è chiaro che guida chi ha più voti. Vedremo se sarà Conte o se saranno altri, ma è l’ultimo dei problemi. Non si può partire da chi guida se non sappiamo dove andiamo”. Ed è entrato nel merito dei temi, cioè il vero banco di prova di un’eventuale coalizione. Ha sostenuto di voler prestare “grande attenzione ai temi del garantismo, del riformismo, delle condizioni di vita degli italiani”.

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