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Il cdr di Repubblica contro l’intervista all’ex editore Elkann: “Spieghi dismissione di Stellantis, demolizione di Gedi e sue vicende giudiziarie”

Una scelta "inopportuna e controproducente", per la rappresentanza sindacale dei giornalisti, dopo "la difficile vertenza" vissuta dalla redazione con la proprietà di Exor. "Alla nuova proprietà abbiamo chiesto più notizie scomode per il potere, più inchieste. La discontinuità deve riguardare anche il modo in cui raccontiamo gli affari – se così si possono chiamare - del precedente editore"
Il cdr di Repubblica contro l’intervista all’ex editore Elkann: “Spieghi dismissione di Stellantis, demolizione di Gedi e sue vicende giudiziarie”
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Il comitato di redazione di Repubblica attacca la nuova proprietà del giornale Antenna Group per la scelta di pubblicare un’intera pagina di intervista all’ex editore John Elkann nelle vesti di presidente della Fondazione Agnelli. Una scelta “inopportuna e controproducente”, per la rappresentanza sindacale dei giornalisti, dopo “la difficile vertenza” vissuta dalla redazione con la proprietà di Exor. Il gruppo greco della famiglia Kyriakou ha rilevato il 100% di Gedi da Exor lo scorso marzo.

Nel mirino dei rappresentanti sindacali non tanto le dichiarazioni di Elkann su scuola e conoscenza come primo investimento per il futuro, anche se le sue parole sono “quelle di un miliardario che delocalizza fabbriche e al contempo parla di scuola pubblica”, quanto la scelta di dedicargli una pagina del giornale senza affrontare le questioni che riguardano il suo ruolo di imprenditore ed ex editore. “Da lui ci aspettiamo ben altre delucidazioni”, scrivono i giornalisti, citando “la dismissione del gruppo Stellantis in primis, la demolizione scientifica del gruppo editoriale Gedi, le poco edificanti vicende giudiziarie che lo vedono coinvolto“.

La presa di posizione arriva a sei mesi dal passaggio di Gedi da Exor ad Antenna e riporta al centro il tema della discontinuità editoriale chiesta dal Cdr alla nuova proprietà: “Ricordiamo stavolta pubblicamente cosa abbiamo chiesto mesi fa, in maniera privata ma ufficiale, alla nuova proprietà, rispetto ai rapporti tra il nuovo corso del giornale e le aziende di proprietà di Exor: «Serve una rinnovata capacità di dettare l’agenda politica ed economica del Paese, anziché subirla: più notizie scomode per il potere, più inchieste, più coraggio nel prendere posizione in coerenza con la propria storia progressista. La discontinuità, per essere chiari, deve riguardare anche il modo in cui raccontiamo gli affari – se così si possono chiamare – del precedente editore. E in generale le vicende dell’economia e del potere finanziario»”. Questa, chiosa il cdr, “è l’occasione per ribadire questo concetto fondamentale per noi e per la nostra credibilità”.

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