Spagna, una marea umana in corteo per il diritto alla casa: “500mila in piazza, ora sciopero generale”. Scontri a Valencia
“Subito sciopero generale!”. La bocciatura dei decreti governativi con le misure per la casa da parte del Congresso ha riacceso le proteste di piazza in tutta la Spagna. Una cinquantina, da nord a sud, le manifestazioni indette dall’Unione degli Inquilini. A Madrid, in decine di migliaia (70mila, secondo la prefettura, oltre mezzo milione stimati dal Sindacato de Inquilinas) hanno marciato al grido di verguenza!, “vergogna!”, e “fuori gli speculatori dai nostri quartieri!’, convergendo dai quattro punti cardinali in Plaza Cibeles, dove si sono riversati anche gli indignados, che da ormai una settimana occupano la ‘acampada nella centralissima Puerta del Sol, sfidando anche la pioggia torrenziale. La scena si è ripetuta da Bilbao a Malaga, da Alicante a Palma de Maiorca, alle Canarie.
A Valencia ci sono stati momenti di tensione con lanci di lacrimogeni e proiettili di gomma da parte della polizia. Gli agenti in tenuta antisommossa hanno caricato i manifestanti che avevano rimosso le barriere intorno al Palau de les Arts, dove era in corso un congresso di immobiliaristi, riuscendo a entrare nel complesso. Sono stati almeno 5 arresti e 9 i poliziotti feriti.
“Quella che si respira nelle strade è una nuova energia. Un’energia che ha dimostrato in 8 giorni il potere popolare è capace di fare molto di più che in 8 anni di governo progressista”, ha dichiarato la portavoce del Sindicato de Inquilinas, Valeria Racu. E ha ripetuto la volontà degli attivisti di “portare avanti la lotta”. “Sappiamo perfettamente chi sono i colpevoli: i veri invasori sono gli investitori“, ha aggiunto riferendosi ai fondi ‘avvoltoi di speculazione edilizia, contro cui il governo aveva adottato misure nei provvedimenti poi bocciati. “La strada è chiara ed è verso lo sciopero generale”, ha proseguito Racu, nell’assicurare che sono in contatto con i sindacati di maggioranza nel Paese per organizzare un’astensione generale dal lavoro. Marciando nel corteo di Madrid, Irene Montero, da Podemos, ha messo invece la casa davanti alle urne: “Prima le misure, poi le elezioni”. E ha chiesto un nuovo decreto per ridurre il prezzo degli affitti, vietare la speculazione ed “espropriare i fondi avvoltoio”.
Intano nei corridoi della Moncloa si pensa a un modo per recuperare i provvedimenti che avrebbero bloccato gli sfratti per le persone più vulnerabili. E tutti le ipotesi sono sul tavolo. “Questo governo è impegnato a cercare soluzioni. Non ci arrendiamo”, ha detto il ministro di Presidenza e Giustizia, Felix Bolanos, poche ore dopo la debacle parlamentare. Secondo i sondaggi il 67,5% degli spagnoli favorevoli a limitare gli affitti, percentuale superiore al 55% anche tra gli elettori delle destre. La decisione ora è nelle mani del premier Sanchez, che si è preso qualche giorno di silenzio. Dalla piazza intanto preannunciano il blocco totale: “La strada è chiara ed è lo sciopero generale”, ha detto Valeria Racu, portavoce del Sindicato de Inquilinas, alla fine della manifestazione di Madrid.