Cesar Alierta prepara il disimpegno da Telecom e mette fieno in cascina per 750 milioni di euro lanciando un bond a tre anni da convertire in azioni ordinarie Telecom che porterebbe la quota degli spagnoli dal 14,8% (post scissione Telco) al 7-8 per cento. E così mercoledì 16, complici anche le ricoperture e la speculazione sul consolidamento del mercato delle telecomunicazioni italiane, il titolo Telecom è volato del 7,5% a 0,9 euro.

L’operazione di Telefonica, curata da Hsbc e Jp Morgan Securities, prevede un rendimento annuale tra il 5,25% e il 6% e si rivolge a investitori istituzionali. Il prezzo minimo di rimborso corrisponderà al prezzo di un ‘accelerated bookbuilding’ che dovrebbe avvenire entro giovedì. Al 2017 il bond verrà convertito in azioni ma il riscatto potrà avvenire in denaro se la scissione della ex scatola Telco, in virtù della quale gli spagnoli avranno il 14,8% di Telecom, non sarà finalizzata o se per altre ragioni, per esempio per restrizioni legali o regolamentari non potrà procedere con la consegna delle azioni.

Quanto a Telco, Stando a quanto ricostruisce Il Sole 24 Ore, la scissione del veicolo di telefonica, Intesa, Mediobanca e Generali a cui fa capo il 22,3% di Telecom Italia, potrà partire solo dopo l’integrale rimborso da parte dei soci dei 2,5 miliardi di debiti. L’azzeramento delle passività e la trasformazione delle stesse in un finanziamento soci rappresenta, al momento, la priorità. Tant’è che il progetto di scissione, quasi 200 pagine depositate due giorni fa presso il registro delle imprese, lo ribadisce più volte, per poi delineare nel dettaglio il percorso che porterà lo storico scrigno di controllo del gruppo telefonico a dividersi in quattro società ben distinte controllate dai singoli soci, ognuna con il proprio statuto e con un board che sarà formato da 3 a 5 membri.

Attualmente Telco ha in essere un prestito obbligazionario di 1,750 miliardi e un finanziamento erogato dalle stesse Mediobanca e Intesa Sanpaolo di 660 milioni. Prima di assegnare la quota parte di attivo e di passivo alle quattro società che saranno costituite (Telco Te, Telco Ag, Telco Is e Telco Mb), entrambe le linee (prestito obbligazionario e finanziamento) dovranno essere azzerate. Nel concreto, però, l’esborso per i quattro azionisti sarà limitato al solo finanziamento erogato da Intesa e Mediobanca. Il bond da 1,750 miliardi era stato sottoscritto, infatti, dagli stessi soci che dunque saranno rimborsati. L’impegno immediato, dunque, sarà la linea di 660 milioni che per Telefonica si tradurrà in 435 milioni da versare nelle casse della vecchia Telco, per Generali in 127 milioni, mentre per le due banche in 48 milioni a testa. Ma le stesse rappresentano anche i finanziatori.