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Ruby, al via appello per Berlusconi. Sentenza il 18 luglio

L'ex Cavaliere è imputato per concussione e prostituzione minorile. È il primo procedimento in cui l'ex premier si troverà senza lo status di parlamentare dopo la condanna definitiva per frode fiscale. In primo grado fu condannato a 7 anni e all'interdizione perpetua

Silvio Berlusconi

È cominciato a Milano il processo in Appello sul caso Ruby nel quale Silvio Berlusconi è imputato per concussione e prostituzione minorile. In aula a difendere ci sono i professori Franco Coppi e Filippo Dinacci. 

La sentenza, secondo il calendario della corte, sarà emessa il 18 luglio. Il procuratore generale parlerà l’11 luglio, la parola alla difesa passerà il 15 e il 16. Coppi non chiederà di sentire altri testi: “Ci sono alcune richieste istruttorie ma credo che verrà deciso tutto in un’unica volta e non credo che ci saranno ulteriori frazionamenti”. Sulla presenza dell’imputato il legale risponde: ”Se sarà utile e necessaria la sua presenza verrà, se invece non è necessaria la sua presenza ai fini del dibattimento, ogni volta che si muove ovviamente si muove un esercito appresso a lui, con lui e contro di lui quindi se non è necessaria la sua presenza, con tutto il rispetto per la Corte, è inutile farlo venire”. 

La difesa non intende presentare un’istanza di rimessione: “Io non seguo le vicende della Procura della Repubblica di Milano, che, a dir la verità, non mi interessano. Mi interessa solo quello che riguarda il processo. Noi  non abbiamo preso in esame alcuna possibilità di rimessione, altrimenti non saremmo qui e l’avremmo già presentata”.

I giudici della seconda Corte d’Appello, presieduti da Enrico Tranfa hanno deciso di vietare le riprese tv e le foto in aula, telecamere e fotografi potranno essere presenti alla lettura della sentenza. I magistrati si sono riservati di valutare una o due postazioni fisse di ripresa di un operatore tv in grado di distribuire “segnali video e audio” in tempo reale e gratuitamente a tutte le altre testate. 

L’ex Cavaliere è stato condannato in primo grado a sette anni di carcere e all’interdizione perpetua. È il primo processo in cui l’ex premier si troverà senza lo ‘status’ di parlamentare dopo la condanna definitiva per frode fiscale e l’affidamento ai servizi sociali nella struttura per anziani.

In aula Berlusconi non c’è perché impegnato a Cesano Boscone: un impegno “non ostativo”, non potrà essere invocato come legittimo impedimento, secondo quanto ‘stabilito’ dal Tribunale di sorveglianza e dalla Corte d’Appello che si sono ‘confrontati’ sull’impegno settimanale dell’ex premier. Per l’ex premier oggi è anche il settimo giorno ai servizi sociali alla Sacra Famiglia di Cesano Boscone (Milano). 


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