‘Sistema Sorrento’, Massimo Coppola patteggia 5 anni e restituisce 205mila euro di tangenti: c’è l’accordo tra pm e avvocati, il giudice decide il 14 luglio
Cinque anni di reclusione e la restituzione di 205.866 euro di tangenti per mettere una pietra sopra a dieci imputazioni di corruzione, tre di turbativa d’asta, due di induzione indebita (gli appalti della refezione scolastica alla cooperativa Prisma), e una di peculato (i soldi distratti all’associazione La Fenice).
C’è l’accordo tra la procura di Torre Annunziata guidata da Nunzio Fragliasso e la difesa dell’ex sindaco di Sorrento Massimo Coppola. Sono questi i termini del patteggiamento concordato tra le parti, all’esito dell’udienza camerale iniziata alle 13 del 10 luglio. C’è accordo anche al patteggiamento a cinque anni di Raffaele Guida detto ‘Lello il Sensitivo’.
Siamo a uno snodo cruciale dei processi sul ‘Sistema Sorrento’. Da Valmontone, dove si trova agli arresti domiciliari fuori regione, Coppola – assente in aula – attraverso i suoi legali, Bruno Larosa e Gianni Pane, ha dato mandato a elaborare un’intesa che cancella la maggior parte delle accuse per le quali è stato indagato, messo in carcere e costretto a dimettersi da primo cittadino di Sorrento il 26 maggio 2025.
Dimissioni formalizzate con una mail dal penitenziario conclusa con la frase ‘mi giudicherà la Storia’ (con la S maiuscola), sei giorni dopo l’arresto in flagranza di reato con le banconote dell’imprenditore di Prisma Michele De Angelis ancora nello zaino, all’uscita di una cena in un ristorante di collina a Sorrento, insieme al fido staffista e giornalista Francesco Di Maio, il patron di fatto di ‘Agora’, settimanale a disposizione della propaganda del sindaco.
Di Maio è stato condannato qualche settimana fa in primo grado a 4 anni e due mesi, una pena leggermente superiore a quella richiesta dai pm. Per Guida, difeso dall’avvocato Valerio Stravino, l’intesa è stata raggiunta senza l’obbligo, al momento, di risarcire somme di denaro. Va detto che il ‘Sensitivo’ è stato già colpito l’anno scorso da un maxi sequestro di quasi 170mila euro.
Al giudice Maria Ausilia Sabatino l’ultima parola sulla congruità dei patteggiamenti, che arriverà nell’udienza del 14 luglio. Il magistrato dovrà pronunciarsi su un accordo che è il frutto di laboriose e complicate trattative tra i pm Giuliano Schioppi e Matteo De Micheli e gli avvocati, sotto la supervisione del procuratore capo. Dialoghi iniziati a gennaio e formalizzati a febbraio con una prima proposta che riguardava solo le tangenti di Prisma. Che sono proseguiti fino a pochi giorni fa.
Fondamentale, per l’approdo all’intesa, l’accoglimento delle istanze dei difensori di Coppola di accorpare in un unico processo i due rinvii a giudizio dell’ex sindaco: il primo relativo alle sole mazzette della refezione scolastica, il secondo a una pluralità di appalti e gare pubbliche sulle quali piombò l’ordinanza cautelare del luglio 2025 con 16 arresti. Il ‘cuore’ del Sistema Sorrento era qui, in questo secondo processo. Che per moltissimi altri deve ancora cominciare.
Restano fuori dal patteggiamento le indagini sugli appalti oggetto dell’ordinanza cautelare del maggio scorso. In questa indagine Coppola è stato indagato a piede libero. Era la ‘fonte’ dei pm, che in udienza camerale poche ore fa ne hanno apprezzato la “collaborazione”. Senza la quale non avrebbero dato parere favorevole all’istanza di applicazione concordata della pena.