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Sfregiata in metro a Milano, la pm chiede il carcere: l’aggressore è pericoloso e potrebbe colpire ancora. Era stato arrestato e rilasciato la notte prima

La 23enne ha riportato ferite con una prognosi di 10 giorni: la lama è arrivata in una zona del viso non lontana dagli occhi
Sfregiata in metro a Milano, la pm chiede il carcere: l’aggressore è pericoloso e potrebbe colpire ancora. Era stato arrestato e rilasciato la notte prima
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Mohammed Saidi, il 27enne che ieri ha aggredito e sfregiato con un coltello una ragazza nel mezzanino della fermata Duomo della metropolitana di Milano è pericoloso e potrebbe colpire ancora. Per questo la pm Simona Ferraiuolo ha firmato la richiesta di convalida dell’arresto e di custodia cautelare in carcere. Nella richiesta di convalida che arriverà al gip (con l’interrogatorio che verosimilmente si terrà domani) si parla di pericolo di fuga e reiterazione del reato: il giovane è accusato di resistenza a pubblico ufficiale al momento dell’arresto, lesioni (per il pugno) e del reato, introdotto nel 2019, di ‘deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso’

Il 27enne di origini algerine era stato arrestato la notte precedente all’aggressione e poi rilasciato: era accusato di furto e del danneggiamento di alcune auto in sosta e, secondo quanto si apprende, era tornato in libertà dopo la convalida dell’arresto.

Dalle dichiarazioni della 23enne e dei testimoni risulta che l’uomo le avrebbe detto “perché mi stai guardando?” e che lei gli avrebbe risposto “non guardo te, sto parlando con un’amica”. In realtà si trattava di un’altra ragazza che era là vicino utilizzata come “espediente” per tentare di proteggersi da un’eventuale reazione di lui che comunque, poi, c’è stata. Il 27enne, irregolare in Italia, si è avvicinato alla ragazza, di origine marocchine, in regola con i documenti, sputandole prima addosso e poi colpendola con un pugno. Infine l’ha sfregiata in viso con un coltello che però potrebbe aver gettato via nella fuga dal momento che non è stato trovato.

All’aggressore non è stata contestata alcuna aggravante (odio contro una donna o discriminazione religiosa o razziale). Incensurato e senza fissa dimora, di lui si ha traccia solo di una richiesta di asilo politico in Germania, nel 2022.

La 23enne ha riportato ferite con una prognosi di 10 giorni: la lama è arrivata in una zona del viso non lontana dagli occhi.

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