Un’intervista di Luca Cordero di Montezemolo al Wall Street Journal getta un’ombra sul futuro della Ferrari in Formula 1. Poi la casa di Maranello smentisce e l’allarme rientra. Ma restano le polemiche sulle nuove regole del circus, che per il presidente del Cavallino penalizzano lo spettacolo. 

Parlando con un giornalista del quotidiano statunitense, Montezemolo ha detto testualmente che “la Formula 1 non sta funzionando”. Cioè? “E’ in declino perché la Federazione ha dimenticato che la gente guarda le gare per l’emozione. Nessuno le guarda per l’affidabilità”. E ancora: “Il pubblico segue le corse per divertirsi, nessuno vuole vedere un pilota che risparmia gomme e carburante. Vogliono vedere” monoposto “che spingono dall’inizio alla fine. E’ uno sport, certo, ma è anche uno show“. Una chiara contestazione all’attuale regolamento. Ancora nessuna decisione è stata presa, assicurava poi il numero uno della Ferrari, lasciando intendere però che non è escluso che tra qualche anno le monoposto con il Cavallino possano scendere in pista per gare come la 24 ore di Le Mans e non più nel circus

Ma da Maranello è arrivata un’immediata smentita alle dichiarazioni del manager – arrivate nei giorni in cui si rincorrono le voci su un suo possibile arrivo alla presidenza della nuova Alitalia, dopo che già nel marzo scorso era arrivato l’endorsement dell’ad Gabriele del Torchio. La nota sottolinea che la frase è stata male interpretata dai media e che si tratta solo di speculazioni. “Che la Ferrari lasci la Formula 1 per concentrarsi sulla 24 Ore di Le Mans e le competizioni Endurance è una forzatura operata da alcuni organi di stampa del pensiero del presidente Luca di Montezemolo il quale ha semplicemente ribadito la necessità di un’evoluzione e di un rinnovamento della Formula 1, ammettendo allo stesso tempo di subire il fascino che solo la 24 Ore sa esercitare – si legge nel comunicato. – Dire che dopo il 2020 la Ferrari potrebbe lasciare la Formula 1 per concentrarsi su Le Mans e le competizioni Endurance significa voler portare all’estremo questi concetti. Anche perché niente eviterebbe, con uno sforzo notevole, di competere in entrambe le discipline. Quindi ad oggi si tratta di pure speculazioni”.