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Carige, l’ex presidente Giovanni Berneschi: “I soldi in Svizzera? I risparmi di una vita”

Si è tenuto negli uffici della procura di Genova l'interrogatorio dell'ex numero uno arrestato nei giorni scorsi con l'accusa di truffa ai danni della banca. In un intercettazione il figlio lo aveva definito "un ladro". Il legale: "E' ferito dalle parole di Alberto, non dalle accuse"
Carige, l’ex presidente Giovanni Berneschi: “I soldi in Svizzera? I risparmi di una vita”
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“I soldi in Svizzera? Sono i risparmi di una vita. Ho sempre vissuto come un impiegato”. Si è difeso così Giovanni Berneschi, davanti ai magistrati genovesi, Nicola Piacente e Silvio Franz, che lo hanno interrogato. Ma a ferire l’ex presidente di Carige non è l’accusa di aver truffato l’istituto o l’arresto dei giorni scorsi, ma le parole pronunciate dal figlio Alberto. “E’ molto provato non tanto per le accuse, ma per le notizie diffuse, per il contorno ambientale, su ciò che ha detto il figlio”. A dirlo è il suo legale, Maurizio Anglesio, dopo il confronto con i pm dell’ex numero uno della banca. Alberto Berneschi (al momento non indagato), durante un colloquio in carcere con la moglie Francesca Amisano, senza sapere che l’incontro fosse intercettato dalle microspie della Guardia di finanza, aveva parlato così del padre Giovanni: “E’ un pazzo, rubava, rubava, mica solo 2 milioni”, tradendolo così inconsapevolmente.

Tornando all’interrogatorio di oggi, Berneschi, ha aggiunto il legale, ”ha ribadito la correttezza del suo operato e la sua onestà”. “Ha fornito ampie spiegazioni che riteniamo soddisfacenti, ma ci sono alcuni aspetti che chiariremo martedì” ha aggiunto. Le accuse al banchiere sono di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e riciclaggio. Insieme a lui sono state arrestate altre sei persone. Secondo i magistrati, l’organizzazione diretta dall’ex presidente aveva fatto acquistare da Carige Vita Nuova (società assicurativa del gruppo Carige) complessi immobiliari sovrastimati per ricavarne un profitto. I patrimoni venivano riciclati attraverso lo schermo di società finanziarie italiane e straniere e trasferiti in Svizzera. I fatti sarebbero avvenuti tra il 2006 e il 2009.

Nel corso dell’interrogatorio i magistrati hanno proposto per l’ex vicepresidente dell’Associazione banche italiane il trasferimento al carcere di Sanremo che è dotato di una struttura clinica più adeguata per seguire i detenuti anziani. Ma Berneschi ha rifiutato dicendo di stare bene a Pontedecimo perché riceve tutte le cure del caso. “In questo momento – ha detto il legale Anglesio – Berneschi è concentrato a ricostruite l’esatta cronologia e sviluppo di tutti i fatti che gli vengono contestati”.

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