“Una scelta strategica e non programmatica”. Beppe Grillo cerca di convincere i suoi e placare la cattiva pubblicità sulla possibile alleanza con il partito indipendentista inglese Ukip al Parlamento europeo. E così pubblica sul blog lo statuto del gruppo in cui i 5 stelle potrebbero sedere in Ue e i punti programmatici di Nigel Farage: “Il gruppo”, scrive, “rifiuta la xenofobia, l’antisemitismo e qualsiasi altra forma di discriminazione. La stampa italiana sta scrivendo di tutto sull’argomento. Mi ha mandato questo messaggio diffondete la verità”. La nota pubblicata online vuole fare il punto sull’Efd, l’eurogruppo in cui il M5S dovrebbe confluire insieme all’Ukip, e sullo stesso United Kingdom Independence Party. Tante le precisazioni arrivate, scrive Grillo, direttamente dall’ufficio stampa di Farage: dalla libertà di scelta sul tema dell’energia (il leader inglese è pro nucleare), fino al rifiuto di “ogni discriminazione” o libertà di pensiero. Senza dimenticare il passato del politico: “Non ha mai fatto il banchiere. Era un broker”.

Tra gli aspetti che interessano maggiormente Grillo, c’è il fatto che l’ingresso nell’Efd non vincolerebbe al voto congiunto in ogni occasione. Si tratterebbe infatti di un’alleanza “loose”, che permette ai membri del gruppo di votare secondo le loro convinzioni. “La politica di libertà di voto dell’Europe of Freedom and Democracy (EFD) – si legge nel post – è rispettosa di ogni partito politico. A differenza dei Verdi e di molti altri gruppi del Parlamento europeo, il gruppo EFD permette alle delegazioni nazionali di votare come ritengono opportuno secondo la propria ideologia, preferenze politiche e di interesse nazionale. Per l’EFD, un gruppo non è un partito politico. Si tratta di una scelta strategica e pragmatica al fine di ottenere posizioni nelle commissioni del Parlamento europeo, per ottenere finanziamenti, tempo di parola in parlamento, e un segretariato esperto e professionale. Non è programmatica. Ciascuna delle parti all’interno del gruppo è libera di scegliere il proprio modello di voto, direzione ideologica ecc. Nell’ottica del gruppo EFD si tratta di un matrimonio di convenienza per il reciproco vantaggio.

Nella parte dedicata al partito inglese, poi, viene pubblicata una nota dell’ufficio stampa, dove si difende dalle accuse di discriminazione e scarsa libertà. “Ukip è un’organizzazione democratica e non una dittatura. Nessuna forma di razzismo, sessismo o xenofobia è tollerata. Nessuno che sia mai stato membro di un partito di estrema destra può unirsi a Ukip. Questo è scritto nella costituzione del partito”. Si sottolinea inoltre che nessun condannato può far parte del gruppo: “La costituzione del partito è stata modificata in modo che i membri del partito e i deputati che infrangono la legge o mettono in imbarazzo il partito possono essere espulsi”. Un altro dei punti spesso contestati riguarda il passato professionale del leader inglese: “Farage ha lavorato come broker al London Metal Exchange, non è mai stato un banchiere e non ha nulla a che fare con le banche o i servizi finanziari. Ha attaccato le grandi banche, le grandi imprese e i grandi burocrati che come lui dominano l’Ue”.

L’ufficio stampa di Farage conclude ribadendo l’opposizione del partito all’Europa della Troika: “Ukip si oppone alla dominazione tedesca e al controllo della Troika. Farage ha difeso il diritto dei Paesi – si legge – di proteggere i loro poveri dagli effetti disastrosi della Ue, della Commissione europea, Fmi, Bce. Egli si oppone al federalismo dell’Ue, più correttamente chiamato centralizzazione. Farage è contro la dominazione tedesca dell’Europa attraverso il suo potere politico ed economico”. E soprattutto si ribadisce la possibilità per i 5 stelle di portare avanti le loro posizioni sulle energie rinnovabili: “L’appartenenza al gruppo EFD consente al Movimento 5 Stelle di perseguire una propria politica distinta per l’energia”. L’Ukip in più occasioni ha promosso il nucleare, e nella nota stampa si specifica che questo non sarà un problema al momento di un eventuale voto sul tema: ognuno potrà prendere la sua posizione.