“I Verdi col Movimento 5 Stelle a Strasburgo? Per ora non ci sono stati contatti. Ma se vogliono chiamarci per un incontro, sicuramente una nostra delegazione ci sarà. Sarebbe invece più problematico dialogare con chi sta con Nigel Farage o Marine Le Pen“. Nei giorni in cui i partiti studiano il posizionamento tra i banchi di Bruxelles e Grillo parla col leader indipendentista inglese dell’Ukip, il co-presidente del Partito Verde europeo Monica Frassoni non chiude la porta al Movimento come, invece, sembrava avesse fatto l’eurodeputato dei Verdi tedesco rieletto a Strasburgo Jan Philipp Albrecht, che ha detto di escludere “categoricamente un’alleanza con il Movimento 5 Stelle”. Una dichiarazione pubblicata anche sul blog di Beppe Grillo. “Albrecht – precisa Frassoni – è un deputato che non è mandatario di niente e che ha diritto di esprimere la propria opinione”. 

Il Corriere della Sera riporta una sua dichiarazione in cui dice: “Sulla difesa e sull’ambiente e su altri temi esistono sintonie con M5s. Ma noi abbiamo ben altra linea sull’immigrazione. E, soprattutto, le regole della democrazia interna del nostro gruppo escludono eurodeputati manovrati a distanza da uno o due esterni”.
Sono dichiarazioni che ho fatto prima delle elezioni. 

Sono ancora valide?
Validissime, la penso allo stesso modo. Ma non abbiamo avuto nessun contatto col Movimento dopo le elezioni.

Crede che ci sarà?
Non dipende da noi.

E da chi?
Deve essere chiesto da loro, eventualmente. Chi arriva al Parlamento europeo in questi giorni sta facendo una serie di consultazioni a tutto campo. Se ci saranno contatti reagiremo. 

Voi non siete interessati a chiamarli?
Sono passati quattro giorni dalle elezioni e i gruppi si stanno costituendo. Non voglio dire nulla per evitare di essere interpretata in modo strano. Come la dichiarazione sul Corriere, che abbiamo fatto prima delle elezioni e che viene utilizzata adesso. Va benissimo, perché sono del tutto convinta di quello che ho detto. Se e quando ci saranno contatti vedremo. Per noi bisogna essere trasparenti e non abbiamo nessun interesse a dire il contrario. Ci sono stati degli incontri super informali prima delle elezioni, con alcuni amici, ma dopo no. Ma è normale, anche perché il leader M5s è andato a vedere Farage. E tra noi e lui c’è un po’ di differenza.

Il faccia a faccia tra Grillo e il leader dell’Ukip ha cambiato la sua posizione?
La questione è che M5s deve decidere chi contattare. Diciamo che non è esattamente un elemento a favore. In ogni caso, hanno deciso di sentire lui e noi no. 

L’eurodeputato dei Verdi tedeschi Jan Philipp Albrecht  ha detto di escludere “categoricamente un’alleanza con il Movimento 5 Stelle” perché la differenza tra i rispettivi leader dei due partiti “è troppo grande”.
Albrecht è un deputato che non è mandatario di niente e che ha diritto di esprimere la propria opinione. Va benissimo. Dopo la sua dichiarazione ci siamo parlati e lui non esclude proprio nulla. In questo senso la sua posizione non è molto diversa dalla mia. Se ci fosse una chiamata del Movimento 5 Stelle di sicuro una delegazione dei Verdi parteciperebbe all’incontro. Al contrario, se un gruppo di Farage o che aderisce a Le Pen chiedesse la stessa cosa, sarebbe senz’altro più problematico. 

Dice che voi Verdi avete un’altra linea sull’immigrazione rispetto al M5s. Quali sono le differenze?
La loro posizione non è chiara. Va da dichiarazioni estremiste dei leader al fatto che comunque è stata approvata l’esclusione del reato di clandestinità anche per iniziativa dei 5 Stelle. Il problema è che non sanno dove stanno, noi sì. Siamo un gruppo federalista europeo convinto che sia necessario cambiare radicalmente l’Unione europea, ma consapevole che questo è il nostro orizzonte. Non abbiamo niente in comune con uno come Farage, né dal punto di vista politico né dal punto di vista della concezione dell’Europa. Le posizioni del M5s non sono né chiare né univoche, tanto è vero che arrivano al Parlamento e non hanno idea di dove andare. Vediamo da che parte vogliono stare loro. Nel momento in cui ci fosse un contatto, siamo persone educate e si parlerebbe, non c’è nessun problema.

Una loro chiamata sarebbe una bella notizia?
Non saprei dirlo prima, bisognerebbe vedere dopo la riunione.

I programmi M5s e Verdi hanno molti punti in comune, in particolare su questioni ambientali, energie rinnovabili e critica alle misure di austerità decise dall’Europa.
In realtà sono loro che hanno punti in comune con noi, dai temi sull’ecologia alla battaglia contro il Tav. Io stessa avevo chiamato Beppe Grillo nel 2007 al Parlamento europeo per parlare di questi temi. Ma non mi sembra che dalla loro entrata in massa al Parlamento italiano ci siano stati grandi progressi a riguardo. Sì, ci sono convergenze, ma ce le abbiamo con tanti altri partiti e su molti altri temi. Il problema è che nessuno, e nemmeno il M5s, considera conversione ecologica e cambiamento climatico come i punti fondamentali del messaggio politico. Tanto è vero che il 25% alle scorse elezioni l’hanno preso sull’antipolitica.

Dice che gli eletti M5s al Parlamento possono essere “manovrati a distanza da uno o due esterni”.
Basta guardare cosa succede in Parlamento in Italia e dentro al Movimento. Leggo i giornali, come tutti. Trovo che questo modo di fare abbia enormi problemi dal punto di vista democratico e del rispetto della funzione parlamentare. Credo che le persone in un’istituzione debbano riuscire a parlare con tutti e non sentirsi investite da una missione superiore da qualcuno che sta fuori dal Parlamento. E’ una questione di metodo e di concezione dell’attività parlamentare e democratica del partito. Se io no sono d’accordo con lei, non è che la espello. Questo è un problema molto serio. Magari l’M5s in futuro cambierà, ma io non ne faccio parte quindi non è una questione che mi preoccupa. 

Grillo e Casaleggio sono troppo ingombranti?
Non mi permetterei mai di dire una cosa del genere su un Movimento che non è il mio. Sono cose che non mi competono e francamente non emetto giudizi su movimenti che hanno avuto un grande esito alle urne e sugli elettori, di cui ho il massimo rispetto. 

In ogni caso, se vogliono chiamarvi devono decidere in fretta.
I tempi sono molto brevi. Entro le prossime 2-3 settimane bisogna formare i gruppi parlamentari, le commissioni e nominare i presidenti.

Preferirebbe incontrare Grillo e Casaleggio o una delegazione degli eletti del Movimento?
Non sono io che decido chi, vedranno loro. Non sta a me stabilirlo, proprio perché sono democratica.