Dopo aver perso la licenza Uefa e la possibilità di competere in Europa League, il Parma rimarrà anche senza una proprietà. Il giorno dopo il verdetto dell’Alta Corte del Coni, il presidente Tommaso Ghirardi ha ufficializzato le sue dimissioni dal vertice della società, già preannunciate dopo la sentenza che ha negato al club emiliano la possibilità di partecipare, nonostante la qualifica, alla competizione europea. “Io con il calcio ho chiuso, me ne torno al paesello. Sono riusciti a farmi andare via dal mondo dello sport. Io con tutto questo ho chiuso. – ha detto il presidente, visibilmente commosso, in una conferenza stampa per spiegare la situazione che lo ha portato alla scelta -Ho rassegnato le mie dimissioni da presidente questa mattina, dal primo luglio il 100 per cento delle quote della società sono in vendita”.

Ghirardi lascia a seguito della vicenda che ha portato la sua squadra dalla promozione in Europa League fino alla retrocessione a causa della mancata concessione della licenza Uefa. Il requisito, indispensabile per partecipare al torneo, non è stato rilasciato al Parma per il mancato pagamento, poi saldato, di circa 300mila euro di Irpef. Ma Ghirardi non accetta questa motivazione e prima di abbandonare la nave, si leva qualche sassolino dalla scarpa. “E’ una cosa assurda. Penso che dietro a questa vicenda ci sia o una grande incapacità, o un disegno, anche se non ho elementi per provarlo – ha aggiunto – E’ una cosa troppo grande, che io non riesco a controllare. Sono stato giudicato da persone che con lo sport si sono arricchite, che sono riuscite a toglierci un successo ottenuto sul campo”.

Ghirardi non fa nomi, ma parla di un sistema, di grandi manovre, di qualcuno già pronto a festeggiare il passo indietro dal Parma e l’uscita della squadra dall’Europa. “Questa città, questi tifosi, la mia squadra e io siamo civili e corretti, ma non siamo stati rispettati. Qualcuno non voleva che andassimo in Europa e ha fatto di tutto per riuscirci”. Tra lacrime e tanta rabbia, anche i tifosi si sfogano, fuori dalla sede della società: “Non volevano farci andare in Europa, qualcuno ha voluto così. Scrivetelo, che ci sono interessi dietro”.

Il presidente poco prima aveva reso la sua versione dei fatti, professando ancora una volta la correttezza dell’operato della società e dei suoi dirigenti, nonostante la penalità riservata in primo e secondo grado dalla commissione del Coni e infine dall’Alta Corte. “Ho sempre pagato tutto e tutti. Ci hanno avvisato dell’irregolarità il 30 aprile, solo poche ore prima della scadenza – ha spiegato – ma quei controlli li avevano già fatti mesi prima. Questa sanzione è stata per un errore dello 0,60 per cento su quanto dovuto. Solo uno stupido potrebbe pensare che volessi risparmiare 300mila euro, dopo aver speso 13 milioni e averne persi altri 7 o 8 per l’esclusione dall’Europa League”.

Ora toccherà al dg Pietro Leonardi traghettare la squadra per questo ultimo mese di interregno. Poi, per il Parma comincerà un’altra storia, un’altra odissea alla ricerca di una nuova proprietà. Dopo il periodo buio del crac Parmalat, che aveva travolto la società, il club di provincia si stava risollevando negli ultimi anni dopo l’arrivo di Ghirardi. Ora l’addio del presidente fa piombare un’altra ombra sulla squadra e sulla città che ha visto sfumare il sogno dell’Europa. Alla delusione dei tifosi e dei vertici della società, si è unito anche il sindaco Federico Pizzarotti: “Non ci sono parole per commentare quello che sta subendo il Parma Calcio in questi giorni, la sua dirigenza e l’intera città – ha scritto su Facebook – Una pugnalata alla nostra squadra, che si è meritata sul campo la qualificazione all’Europa League. Noi parmigiani siamo sempre stati persone con una grande civiltà sportiva, quindi a testa alta supereremo anche questa incredibile situazione”. Pizzarotti ha anche lanciato un appello al presidente Ghirardi affinché torni indietro dalla sua decisione: “Mi auguro che ci ripensi, perché lui ha fatto molto per la squadra e per la città”.