Urne chiuse in Olanda, dove si è votato nella giornata di ieri. Lo scrutinio dei voti è previsto per domenica sera, come per tutti gli altri paesi dell’Ue, ma secondo i primi exit poll, diffusi dalla tv Nos, gli antieuropeisti  del Partito della Libertà (Pvv) di Geert Wilders avrebbero perso consensi, affermandosi “solo” come terzo o quarto partito, alle spalle del partito liberale filoeuropeo D66 (indicato al 15,6%), dei democristiani (15,2%). La lotta per il terzo posto è appunto tra le forze anti-euro e il partito liberale di governo VVd. I socialdemocratici, invece, avrebbero perso 3 punti, attestandosi intorno al 10%.  Wilders spera almeno di riuscire ad avere quattro eurodeputati, anche se secondo gli exit poll realizzati all’uscita dalle urne ne dovrebbe perdere due, passando da 5 a 3.

Secondo le ultime stime, l’affluenza alle urne è stata del 37%, praticamente la stessa delle elezioni europee di cinque anni fa. Anche i sondaggi diffusi la scorsa settimana avevano previsto un testa a testa tra i due partiti moderati (VVd e D66), con il partito di Winders, fortemente antieuropeo e anti-immigrazione, al terzo posto. Wilders si è infatti coalizzato con il Front National di Marine Le Pen e in quell’occasione aveva annunciato “l’inizio della liberazione in Europa dal mostro di Bruxelles”.

Ieri si è votato anche in Gran Bretagna ma al momento vi sono dati solo per le elezioni locali di ieri, che hanno segnato una crescita degli antieuropeisti dell’Ukip. Secondo alcuni sondaggi diffusi nelle scorse settimane, il partito guidato da Nigel Farage veniva dato addirittura in testa, sopra il partito Tory e il partito laburista. Secondo gli ultimi dati l’affluenza è calcolata attorno al 36%.